Bce avverte: lo shock energetico pesa sull’economia, famiglie fragili sotto pressione



L'incertezza economica nell'Eurozona resta elevata e le prospettive di crescita continuano a essere orientate al ribasso. È il messaggio contenuto nel Bollettino economico della Banca centrale europea, che richiama l'attenzione sull'impatto dello shock energetico e sulle persistenti tensioni geopolitiche.


Secondo la Bce, l'effetto inflazionistico del rincaro dell'energia "deve ancora manifestarsi appieno". Sebbene i prezzi dell'energia abbiano rallentato a giugno, l'aumento registrato dall'inizio del conflitto in Medio Oriente continuerà probabilmente a mantenere l'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fino alla prima metà del 2027. Solo successivamente, con il previsto calo delle quotazioni energetiche e il rallentamento degli altri prezzi, l'inflazione dovrebbe tornare a ridursi.


Nel Bollettino, Francoforte sottolinea che, nonostante il protocollo d'intesa raggiunto a giugno tra Stati Uniti e Iran abbia inizialmente favorito una discesa dei prezzi del petrolio, i recenti attacchi dimostrano che la situazione geopolitica resta fragile e continua a rappresentare una delle principali fonti di rischio per l'economia europea.

Per questo motivo il Consiglio direttivo continuerà a monitorare attentamente l'entità e la durata dello shock energetico, così come i suoi effetti su prezzi, salari, aspettative di inflazione e crescita, con l'obiettivo di garantire il ritorno dell'inflazione al target del 2% nel medio termine.


La Bce evidenzia inoltre che i rincari dell'energia colpiscono soprattutto le famiglie a basso reddito. Per questi nuclei, infatti, le bollette assorbono circa il 9% del bilancio familiare, contro una media del 5,5%, mentre il tasso di risparmio mediano è negativo (-5,8% del reddito disponibile). La limitata disponibilità di risparmi rende queste famiglie più vulnerabili agli shock sui prezzi e alle fasi di rallentamento economico.


Secondo l'istituto centrale, lo shock energetico ha un effetto chiaramente recessivo, poiché riduce il reddito reale disponibile e frena i consumi. L'impatto è particolarmente pesante per le famiglie con vincoli di liquidità, i cui consumi diminuiscono circa il doppio rispetto a quelli delle famiglie con maggiori risorse finanziarie.