I rendimenti dei Treasury statunitensi arretrano mentre gli investitori si preparano alla decisione sui tassi della Federal Reserve attesa per domani e monitorano gli sviluppi sul fronte geopolitico in Medio Oriente.
La distensione nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran, con la temporanea sospensione delle ostilità, ha favorito il calo dei prezzi del petrolio, riducendo i timori su nuove pressioni inflazionistiche e alimentando le aspettative per un possibile accordo di cessate il fuoco più stabile.
Il rendimento del Treasury decennale, considerato il principale riferimento per mutui, prestiti auto e credito al consumo, scende di oltre un punto base al 4,628%. In calo anche il rendimento del biennale, più sensibile alle decisioni della Fed, che arretra all’4,31%, mentre il trentennale si porta al 5,118%.
Nel dettaglio, il Treasury decennale quota al 4,633%, in ribasso di 0,8 punti base, mentre il titolo a due anni scende al 4,306% (-1,7 punti base). Il Treasury a 30 anni arretra invece al 5,122%.
Gli operatori attendono ora la riunione del Federal Open Market Committee , con il mercato che prevede un mantenimento dei tassi nell’intervallo attuale al 3,75%. L’attenzione sarà però rivolta soprattutto alle indicazioni della banca centrale sulle prossime mosse di politica monetaria: secondo il FedWatch Tool del CME Group, gli investitori stanno prezzando una probabilità del 56% di un rialzo dei tassi entro settembre.
Sul fronte energetico, il calo del petrolio sta contribuendo ad allentare le pressioni sui rendimenti obbligazionari. Il WTI scende dell’1,6% a 81,27 dollari al barile, mentre il Brent, benchmark globale, arretra del 2% a 86,63 dollari.
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