L'intimacy economy: quando l'affetto diventa un business da oltre 300 miliardi

L'AI entra nella sfera sentimentale: la nuova era dei partner robot



Riassumere, organizzare e tradurre sono solo alcuni dei numerosi servizi offerti dall'intelligenza artificiale. Oggi, però, il progresso tecnologico sta sbarcando anche nella sfera sentimentale, emotiva e delle relazioni umane.

Oggigiorno sta emergendo una nuova fase dell'economia digitale: l'intimacy economy, un mercato che trasforma le relazioni umane in un nuovo modello di valore economico.


L'idea è quella di trasformare compagnia, ascolto, supporto emotivo e persino l'intimità in servizi digitali disponibili 24 ore su 24 attraverso l'intelligenza artificiale.


Non si tratta più soltanto di chatbot che rispondono alle domande, ma di veri e propri "compagni virtuali" progettati per instaurare relazioni durature con gli utenti.


I robot che ti aiutano con le interazioni umani: un paradosso.


Il settore comprende chatbot affettivi come Replika, Character.AI e Kindroid, piattaforme che simulano fidanzati o fidanzate virtuali, servizi di coaching relazionale, robot sociali, dispositivi SexTech connessi e mondi virtuali dedicati alla socializzazione. Tutti modelli di business che condividono la stessa logica: fare dell'intimità un servizio in abbonamento.


Dietro il fenomeno c'è un mercato in piena espansione.

Secondo le stime, il comparto globale degli AI Companion valeva 36,8 miliardi di dollari nel 2025. Già nel 2026 dovrebbe superare i 48 miliardi, per arrivare a circa 318 miliardi entro il 2033, con una crescita media annua del 31%.


Il Nord America rappresenta oggi il mercato principale, con oltre un terzo dei ricavi mondiali.

A rendere particolarmente interessante questo settore per gli investitori è il modello di monetizzazione. Gli AI companion generano ricavi ricorrenti attraverso abbonamenti premium che sbloccano memoria a lungo termine, conversazioni vocali, personalizzazione del rapporto e interazioni romantiche. Più tempo l'utente trascorre con il proprio assistente virtuale, maggiore è il valore economico prodotto sia dagli abbonamenti sia dai dati raccolti.

La crescita non riguarda soltanto il fatturato, ma anche l'utilizzo.


Character.AI ha registrato nel 2024 circa 20 mila richieste al secondo, con sessioni di utilizzo quattro volte più lunghe rispetto agli altri modelli linguistici pubblicamente disponibili. Alcune piattaforme dedicate a conversazioni personalizzate registrano una media superiore alle due ore di utilizzo quotidiano per utente, soprattutto tra gli adolescenti. Replika, uno dei pionieri del settore, dichiara oltre 42 milioni di utenti nel mondo.

L'intimacy economy, però, racconta anche un cambiamento sociale.


La Generazione Z è la prima ad aver vissuto il passaggio dall'intimità esclusivamente umana a quella mediata dall'intelligenza artificiale. Sempre più giovani utilizzano chatbot non solo per organizzare il lavoro o ottenere informazioni, ma anche per elaborare una delusione sentimentale, chiedere consigli, preparare una conversazione difficile o trovare qualcuno con cui parlare. In questo scenario, la connessione emotiva diventa una risorsa economica da acquistare e vendere.


Per le aziende tecnologiche il vero patrimonio non è soltanto l'abbonamento mensile, ma la quantità di dati emotivi raccolti. Ogni conversazione permette agli algoritmi di apprendere preferenze, vulnerabilità, linguaggio e comportamenti dell'utente, rendendo il servizio sempre più personalizzato e aumentando la probabilità di fidelizzazione.


È proprio questo aspetto a sollevare i maggiori interrogativi. Diversi studi mostrano che alcuni chatbot utilizzano dinamiche psicologiche simili a quelle dei social network, inducendo gli utenti a prolungare le conversazioni attraverso meccanismi di senso di colpa o paura dell'abbandono. Se l'attenzione era la materia prima dell'economia dei social, oggi il rischio è che anche le emozioni diventino un asset da monetizzare.


L'intimacy economy rappresenta quindi una delle nuove frontiere dell'intelligenza artificiale: un mercato con prospettive di crescita tra le più elevate dell'intero settore tecnologico, ma che apre al tempo stesso interrogativi economici, etici e sociali sul valore delle relazioni umane in un mondo sempre più mediato dagli algoritmi.