Con il rialzo del petrolio torna il dibattito sulle misure per contenere il costo dei carburanti. Oggi si riunirà il Consiglio dei Ministri per capire come intervenire sul nuovo taglio delle Accise. Tuttavia, tra le soluzioni più sostenibili potrebbe essere tenuto in considerazione, piuttosto, il cosiddetto meccanismo compensativo, che consente di finanziare gli interventi senza ricorrere a nuovo debito.
L'ipotesi più discussa è quella delle accise mobili, in tal modo, le maggiori entrate fiscali possono così essere utilizzate per ridurre temporaneamente le accise, compensando parte dei rincari senza gravare sul bilancio dello Stato. Un'altra opzione è intervenire sulla cosiddetta "tassa sulla tassa", eliminando o riducendo l'IVA applicata sulle accise.
Più che intervenire indiscriminatamente sui prezzi, numerosi esperti suggeriscono inoltre di concentrare le risorse su misure mirate. Bonus carburante destinati alle famiglie con redditi più bassi, voucher per i lavoratori pendolari e fringe benefit erogati dalle aziende consentono di sostenere il potere d'acquisto con un impatto più contenuto sui conti pubblici.
A queste si affiancano crediti d'imposta per i settori più esposti, come autotrasporto, agricoltura e pesca, oltre all'utilizzo di eventuali entrate derivanti dalla tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche.
Nel medio-lungo periodo, un ruolo centrale potrebbe essere svolto anche dagli incentivi al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile, attraverso abbonamenti agevolati a bus e treni, sostegni al carpooling e investimenti nella mobilità condivisa, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dai carburanti e limitare l'impatto di futuri shock sui prezzi.