Di Gennaro Romano
RAPPORTO DELLA COMMISSIONE UE SULLA DEMOGRAFIA
Il rapporto della Commissione Europea sull'evoluzione demografica dell'Unione è stato presentato il 14 luglio 2026 e contiene rilevazioni di grande interesse, rivelando un settore che guiderà l'economia europea e delle altre aree a economia avanzata nei prossimi decenni: la Silver Economy. Questo settore prende il nome dai capelli "argentati" delle persone con più di 65 anni: infatti, riguarda le attività legate ai consumi specifici di quel segmento di popolazione.
Secondo il rapporto, la longevità è ormai un'industria pubblica e privata di grande futuro in una società sempre più anziana, che già ora conta un indotto nella UE di circa €5.700 miliardi. La stima della Commissione è che per ogni euro investito in Silver Economy vi sia un ritorno del 1.400% (quattordici volte l'investimento).
La commissaria che ha presentato il documento, la croata Dubravka Šuica, ha osservato a proposito dell'Italia che il problema pensionistico italiano potrebbe rappresentare una grande sfida per i conti pubblici. Una sfida che, sempre secondo la commissaria, potrebbe essere abbondantemente risolta portando l'occupazione femminile italiana al livello della Svezia: il gettito fiscale della nuova occupazione femminile renderebbe sostenibile la spesa per i pensionati e per i loro bisogni assistenziali e sanitari.
I DATI SULL'ITALIA: LE BASI PER LA SILVER ECONOMY NAZIONALE
In Italia, secondo le ultime rilevazioni ISTAT, vivono 14,8 milioni di over 65: si tratta del 25,1% della popolazione. Sempre l'ISTAT conferma che tale percentuale raggiungerà il 35% entro il 2050.
Secondo Confindustria, gli over 65 producono il 20% dei consumi privati nazionali, pari a circa 200 miliardi di euro annui. Studi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Rome Business School indicano che, allargando la forbice agli over 50, i consumi oscillano tra i 325 e i 500 miliardi di euro, su consumi privati nazionali totali di 870 miliardi.
REAZIONI E PROPOSTE DEI SINDACATI
I dati comunitari hanno subito sollevato reazioni e proposte dal mondo sindacale. In Basilicata, il 15 luglio, la UIL ha proposto un piano di telemedicina e sanità territoriale per la regione, sulla base dello studio congiunto Allianz - Bocconi sulla longevità come leva di crescita economica dei territori "Live Long and Prosper". Mentre il 40% degli anziani tedeschi e il 34% degli anziani francesi fa uso di servizi di assistenza domiciliare, questa percentuale in Italia si ferma al 10% (media UE 28%).
La CGIL prosegue i suoi corsi di educazione finanziaria digitale contro le truffe, a fronte di un 47% di anziani con competenze digitali sufficienti (media UE 74%). Il 17 luglio, la Federazione Nazionale Pensionati CISL ha lanciato a Bergamo l'allarme povertà. Il 21% degli over 65 (circa 50.000 persone) non è autosufficiente.
Il peso economico della situazione di questi anziani è molto importante per le famiglie: la spesa per badanti oscilla tra €15.000 e €18.000 euro l'anno, quella per case di riposo (Residenze Sanitarie Assistenziali, RSA) fino a €25.000 ogni anno. A fronte di pensioni medie intorno ai €1.300 euro e 135.000 pensionati che percepiscono mensilmente meno di €1.000, la FNP CISL ha proposto al governo un piano anziani fino al 2050 e un grande fondo nazionale per la non-autosufficienza.
LE RISPOSTE DELLA POLITICA NAZIONALE E TERRITORIALE
A fronte dei dati del rapporto sulla demografia dell'Unione e delle proposte avanzate dai sindacati, la risposta della politica nazionale è di sostanziale continuità con quanto già fatto negli ultimi anni. Il 31 dicembre 2026 terminerà l'erogazione del Bonus Anziani, ampiamente criticato dalle forze sociali per il basso numero di beneficiari.
Le pensioni minime non verranno ulteriormente aumentate e il fondo per la non-autosufficienza, annunciato da anni dalle forze di governo, non vedrà la luce nel 2026. Nulla fa pensare, nella discussione politica, che provvedimenti in tal senso vedranno la luce nel 2027.
Segnale di una tensione e di una diversa attenzione alla Silver Economy tra politica nazionale ed enti locali è stato il blocco del sostegno provinciale ai pensionati poveri già destinatari di aiuti dallo Stato nella provincia autonoma di Bolzano, il cui presidente Kompatscher non è riuscito a sbloccare la situazione dopo un incontro con il ministro Giorgetti giovedì 16 luglio a Roma.
Se Roma è ferma sull'innalzamento delle minime e sul sostegno finanziario alla non-autosufficienza, molte regioni sono più recettive verso la sfida-opportunità della Silver Economy. La Basilicata integrerà le pensioni povere, mentre la Lombardia sta collaborando con Zürich a un fondo regionale per la non-autosufficienza.
SILVER ECONOMY, ASSICURAZIONI E PIAZZA AFFARI
Se il settore pubblico italiano non sembra ancora pronto a cogliere le opportunità prodotte dall'invecchiamento demografico, i mercati si stanno muovendo diversamente. I settori che si stanno impegnando a sostenere la Silver Economy in Italia sono gli assicuratori, il private equity e il trading.
Quanto agli assicuratori, si è già menzionata Allianz per lo studio "Live Long and Prosper" e Zürich per la partnership con Regione Lombardia. Sempre Zürich ha annunciato a maggio 2026 una partnership con Agos per sostenere i servizi per anziani in materia di cessione del quinto e di accesso al credito.
Nel retail investment in Italia si può scommettere sull'andamento generale della Silver Economy solo di recente. Le strade sono principalmente due: il certificato SGE TRAC SGI European Silver Econ OP END, pubblicato a Milano da Société Générale, e il fondo aperto Anima Patrimonio Globale & Silver Economy 2030, lanciato da Anima Sgr e con 289,7 milioni di patrimonio in gestione (AUM) al 3 luglio 2026.
In entrambi i casi, l'investimento sta performando come un anticiclico, utile a diversificare il portafoglio in periodi di forte volatilità.
LA CENTRALITÀ DEL PRIVATE EQUITY
Ad ogni modo, gli strumenti finanziari più significativi e con il maggior impatto diretto sugli investimenti privati nel settore provengono dal private equity. Partiamo dai gruppi più riconosciuti nel settore Silver Economy italiano: Quadrivio Group e CDP Venture Capital.
Quadrivio ha lanciato già nel 2024 il fondo Silver Economy Fund I, che raccolse 250 milioni di euro, e lancerà nel corso del 2026 il Silver Economy Fund II, stavolta con un target fissato oltre i 300 milioni di euro di capitale per investimento. La strategia del fondo ha moltiplicato il ritorno degli investimenti dalle tre alle cinque volte, creando piattaforme comuni tra le aziende finanziate, solitamente operanti in sistemi altamente frammentati.
Si tratta del cosiddetto modello buy-and-build, con cui Quadrivio ha diretto la creazione di una piattaforma integrata nel complesso settore healthcare. Tra le aziende della piattaforma: The Private Clinic (chirurgia estetica e longevity, attiva soprattutto in UK), CareHub (rete ambulatoriale) e Siare (apparecchiature mediche).
Maggiore insistenza su R&D e collaborazione istituzionale ha CDP Venture Capital. Il gruppo dichiara 450 milioni di investimenti attivi nella Silver Economy, ritenuta ormai nelle loro affermazioni pubbliche non più una nicchia, ma una realtà industriale.
Un modello nuovo e più dinamico nel private equity in materia di Silver Economy per il mercato italiano è il fondo francese Entourâge. Lanciato il 18 giugno 2026, il fondo specifico per la Silver Economy raccoglie già 75 milioni di euro, con i quali finanzia ticket da 1 a 5 milioni di euro per ogni start-up innovativa in tutti i vari rami della Silver Economy: servizi telematici, informatici, medicare, ospitalità, farmacia ecc.
Il modello Entourâge porta in Italia le dinamiche molto espansive degli investimenti nella Silver Economy dei mercati internazionali, dimostrando la centralità dell'innovazione, delle piattaforme integrate e della capillarità dell'investimento che tocchi anche le grandi infrastrutture tecnologiche e la logistica. Non sorprende, quindi, che un'azienda come Poste Italiane intercetti come investimento futuribile l'acquisizione della maggioranza di TIM, integrando logistica e finanza proprie con le infrastrutture tecnologiche e telematiche dell'azienda acquisita: una combinazione cruciale per una popolazione sempre più anziana e sedentaria, ma sempre meno analfabeta tecnologica rispetto a oggi.