Morgan Stanley chiude il secondo trimestre dell’anno con risultati record, trainata dalla forte crescita delle attività di trading e dalla ripresa dell’investment banking. La banca d’affari statunitense ha registrato un aumento del 69% delle attività di trading rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contribuendo a spingere ricavi e profitti oltre le attese degli analisti.
Nel trimestre concluso, Morgan Stanley ha riportato ricavi netti pari a 21,3 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto ai 16,8 miliardi dello stesso periodo del 2025 e superiori alle stime del mercato, ferme a 19,64 miliardi. L’utile netto attribuibile alla società è salito a 5,6 miliardi di dollari, pari a 3,46 dollari per azione diluita, contro i 3,5 miliardi (2,13 dollari per azione) registrati un anno prima. Gli analisti si aspettavano un utile per azione di 2,94 dollari.
A sostenere la performance è stata soprattutto la divisione Institutional Securities, che ha beneficiato del boom delle attività sui mercati azionari, del rafforzamento del comparto obbligazionario e della ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione. Il comparto Equities ha confermato il proprio ruolo di motore della crescita, mentre l’Investment Banking ha continuato a beneficiare di un miglioramento del clima sul fronte delle operazioni M&A.
“Gli ottimi risultati in Institutional Securities sono stati guidati dal nostro franchise leader in Equities, con slancio continuo in Investment Banking e Fixed Income”, ha dichiarato Ted Pick, presidente e amministratore delegato di Morgan Stanley. Positivi anche gli indicatori di redditività: il ritorno sul capitale tangibile (ROTCE) è salito al 26,6%, rispetto al 18,2% dello stesso periodo dello scorso anno, mentre il rapporto costi/ricavi è migliorato al 65% dal precedente 71%. Il mercato ha accolto favorevolmente i risultati: il titolo Morgan Stanley ha guadagnato circa l’1% nelle contrattazioni pre-market, confermando la fiducia degli investitori nella solidità del settore bancario statunitense, in un contesto ancora caratterizzato da tassi di interesse elevati e da una forte volatilità sui mercati finanziari.