Obsession, il film che ha riscritto la storia del low budget

L’indie horror diretto da Curry Barker supera i 400 milioni di dollari al box office, diventando il film low budget con maggiore incasso di sempre.


Oltre 539 volte il capitale investito

Con un budget di appena 750.000 dollari, Obsession ha incassato circa 404 milioni di dollari in tutto il mondo. Curry Barker, il giovane prodigio diventato famoso grazie a YouTube, non solo ha firmato quello che è ormai considerato il film simbolo del cosiddetto incel horror - un sottogenere in cui il terrore nasce da un'ossessione romantica distorta e tossica, alimentata dall'incapacità del protagonista maschile di accettare il rifiuto di una donna - ma può anche vantare di aver realizzato il film a basso budget più redditizio della storia del cinema. Il rapporto tra costo di produzione e incassi è a dir poco impressionante: oltre 539 volte il capitale investito.


Il dato è ancora più significativo se si considera il contesto cinematografico in modo più generale. Hollywood spesso ha investito cifre comprese tra i 150 e i 300 milioni di dollari per realizzare grandi blockbuster, senza tuttavia avere la certezza di recuperare l'investimento. Al contrario, Obsession dimostra come una produzione indipendente, sostenuta da un'idea forte e che tocca da vicino la società odierna, da un efficace passaparola tra appassionati e dalla viralità dei social network, possa ottenere risultati economici strabilianti.


Piccola parentesi sul cinema low budget

Nel 1999 The Blair Witch Project rivoluzionò il genere horror con un budget di appena 60.000 dollari, incassando circa 248 milioni grazie a una delle campagne di marketing più innovative mai realizzate. Qualche anno più tardi - nel 2007 - arrivò Paranormal Activity: costato 15.000 dollari riuscì a raccoglierne 194 milioni, stabilendo per anni uno dei rapporti costo-incasso più impressionanti della storia. Anche opere come Mad Max (1979), Saw, Get Out e, più di recente, Terrifier 3 hanno seguito la stessa corrente.


Eppure Obsession presenta una differenza sostanziale rispetto a molti dei suoi illustri predecessori. Se i più famosi mockumentary horror sopra citati appartenevano a un'epoca in cui il web muoveva ancora i primi passi come strumento di diffusione, il film di Curry Barker è riuscito a imporsi in un mondo dominato dallo streaming, da franchise ben consolidati e multiversi condivisi dopati da centinaia di milioni di dollari.


Oggi il pubblico sembra premiare sempre più spesso opere capaci di distinguersi con idee originali e una comunicazione più “artigianale”, piuttosto che produzioni sostenute dalla forza del brand. Si pensi anche al caso di Backrooms - costato 10 milioni, ne ha incassati circa 360 - adattamento del celebre universo horror nato su YouTube e diretto dal giovanissimo Kane Parsons, ha seguito la stessa tendenza. Il progetto ha dimostrato come anche solo il web possa rappresentare un laboratorio creativo dal quale emergono nuove proprietà intellettuali destinate a competere con quelle dei grandi studios.


Il cinema del rischio “alto” e del rischio “basso”

Per una major cinematografica, un blockbuster da 200 o 250 milioni di dollari rappresenta un investimento estremamente rischioso. Considerando anche i costi di marketing e distribuzione, il punto di pareggio può richiedere incassi superiori ai 500 o addirittura ai 600 milioni di dollari. Basta quindi una risposta tiepida del pubblico per trasformare un progetto ambizioso in una pesante perdita economica. Questo non significa che ogni produzione low budget sia destinata al successo. Al contrario, la maggior parte dei film indipendenti fatica comunque a trovare una distribuzione internazionale e a raggiungere il grande pubblico.


Il confronto con alcuni insuccessi del momento - si pensi ai grandi flop registrati da Masters of the Universe e da Supergirl - che stanno registrando risultati inferiori alle aspettative nonostante investimenti enormi, evidenzia ancora di più questa differenza. Obsession, invece, ha raggiunto un livello di redditività che poche produzioni nella storia del cinema possono vantare. Il caso del film di Curry Barker dimostra quindi che il futuro dell'industria cinematografica potrebbe non dipendere esclusivamente dai grandi franchise. Hollywood continuerà certamente a investire nelle grandi produzione, ma il messaggio lanciato da Obsession è chiaro: non sempre vince chi spende di più.


Andrea Pelucchi