Inps: pensioni delle donne inferiori del 34% rispetto agli uomini


Il mercato del lavoro italiano continua a migliorare, ma il divario di genere resta una delle principali criticità di questo paese. È quanto emerge dal Rapporto annuale dell'Inps, secondo cui nel 2025 il tasso di occupazione ha raggiunto il massimo storico del 63%, pur rimanendo al di sotto della media europea. Le disuguaglianze sono particolarmente evidenti sul fronte delle pensioni. A fine 2025 i pensionati erano 16,4 milioni, di cui l'8,4 milioni donne e 8 milioni uomini. Sebbene rappresentino il 51% del totale, le donne percepiscono solo il 44% dei redditi pensionistici.


L'importo medio lordo mensile delle pensioni è salito a 1.885 euro (+1,3% sul 2024), ma permane un ampio divario: gli uomini ricevono in media 2.165,78 euro al mese, contro 1.619,39 euro delle donne, una differenza di circa il 34%.

L'Inps evidenzia inoltre che tra il 1995 e il 2025 l'età effettiva di pensionamento è aumentata di 7 anni e 3 mesi, raggiungendo una media di 64 anni e 10 mesi. Nel frattempo, la retribuzione lorda media annua dei dipendenti è salita a 27.649 euro (+3,6% sul 2024), mentre i beneficiari della Naspi sono aumentati dello 0,4%, a quota 2,845 milioni.


Presentando il rapporto alla Camera, il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, ha sottolineato come l'invecchiamento della popolazione e la denatalità rappresentino una sfida cruciale per la sostenibilità del sistema di protezione sociale italiano.