Crisi Iran, perché è diversa dagli shock petroliferi del 1973 e 1979


Lo shock più grande per perdite giornaliere

La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti ha provocato la più grande interruzione della produzione petrolifera mai registrata in termini di perdite giornaliere. Secondo i calcoli basati sui dati dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), dell'OPEC e del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, il picco ha superato i 14 milioni di barili al giorno, pari a circa il 13,6% della domanda mondiale prevista per il 2026.

Si tratta di un impatto superiore a quello registrato durante l'embargo petrolifero arabo del 1973-1974, la rivoluzione iraniana del 1979 e la Guerra del Golfo del 1991.

Perché il 1979 resta la crisi petrolifera più grave

Nonostante l'entità dello shock attuale, la rivoluzione iraniana del 1979 continua a rappresentare la più grave crisi energetica in termini di perdite complessive.

Tra il 1978 e il 1981 la produzione iraniana diminuì mediamente di 3,9 milioni di barili al giorno, con una perdita complessiva stimata in oltre 4 miliardi di barili nell'arco di tre anni. Una quantità superiore a quella registrata finora durante il conflitto del 2026.

Una crisi energetica che coinvolge anche gas e carburanti

A differenza delle crisi degli anni Settanta, l'attuale guerra non colpisce soltanto il petrolio.

Le interruzioni riguardano anche il gas naturale liquefatto (GNL), i carburanti raffinati e i fertilizzanti. Il blocco parziale delle esportazioni dal Golfo ha coinvolto circa un quinto della produzione mondiale di GNL, con ripercussioni sui mercati di Europa, Asia e Africa.

L'intervento dell'Agenzia internazionale dell'energia

Per limitare gli effetti della crisi, l'Agenzia internazionale dell'energia ha autorizzato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, il più grande intervento della sua storia.

L'obiettivo è compensare almeno in parte le perdite di produzione e contenere la volatilità dei prezzi dell'energia sui mercati internazionali.

Il confronto con le grandi crisi del passato

Secondo le stime riportate da Reuters:

  1. Guerra Iran 2026: oltre 14 milioni di barili al giorno di produzione persa al picco;
  2. Rivoluzione iraniana (1979): 5,6 milioni di barili al giorno, ma oltre 4 miliardi di barili persi complessivamente;
  3. Embargo arabo (1973-1974): fino a 4,5 milioni di barili al giorno;
  4. Guerra del Golfo (1991): circa 4,3 milioni di barili al giorno.

Gli analisti sottolineano che la crisi attuale è senza precedenti per intensità immediata, mentre quella del 1979 resta il riferimento storico per la durata e l'impatto complessivo sull'offerta mondiale.