Commercio UE-USA da record, ma i dazi frenano l'auto europea

Gli scambi di beni tra Unione Europea e Stati Uniti raggiungono i 875 miliardi di euro nel 2025, ma lo studio dell'IW avverte: l'aumento nasconde gli effetti negativi delle tariffe, soprattutto per la Germania.


Nonostante le tensioni commerciali e i dazi introdotti dagli Stati Uniti, nel 2025 gli scambi di beni tra Unione Europea e Stati Uniti hanno raggiunto il livello più alto di sempre: 875 miliardi di euro. È quanto emerge da uno studio pubblicato dal German Economic Institute (IW), secondo cui il risultato positivo nasconde però conseguenze economiche rilevanti, in particolare per il settore automobilistico europeo.

Export europeo in crescita, surplus commerciale ai massimi

Secondo il rapporto, le esportazioni di beni dell'UE verso gli Stati Uniti sono aumentate del 7,7%, raggiungendo 580 miliardi di euro.

Le importazioni dagli Stati Uniti sono invece cresciute del 2,2%, fino a 295 miliardi di euro, portando il surplus commerciale europeo a circa 285 miliardi di euro.

Gli economisti dell'IW spiegano che parte della crescita è dovuta all'anticipo delle esportazioni da parte delle imprese, che hanno cercato di spedire le merci prima dell'entrata in vigore dei nuovi dazi nell'aprile 2025.

Il settore automobilistico è il grande sconfitto

Il comparto più penalizzato è stato quello dell'automotive.

Le esportazioni europee di automobili e componenti verso gli Stati Uniti sono diminuite del 20,4% nel 2025.

La Germania, che rappresenta quasi due terzi dell'export automobilistico europeo verso il mercato americano, ha registrato un calo del 18,9%, confermando le difficoltà dell'industria manifatturiera tedesca.

Irlanda e Italia tra i pochi Paesi in crescita

La maggior parte degli Stati membri ha registrato una diminuzione delle esportazioni verso gli Stati Uniti.

Tra le poche eccezioni figurano:

  1. Irlanda: +52,7%, grazie ai prodotti farmaceutici e chimici esclusi dai dazi;
  2. Italia: +7,2%;
  3. Repubblica Ceca: +5,1%;
  4. Danimarca: +10,6%;
  5. Finlandia: +10,8%.

Anche i servizi raggiungono un nuovo record

Oltre ai beni, anche gli scambi di servizi tra le due sponde dell'Atlantico hanno toccato un massimo storico, arrivando a 865 miliardi di euro.

In questo comparto, però, è l'Unione Europea a registrare un deficit di 178 miliardi di euro.

Oltre il 40% delle importazioni europee di servizi dagli Stati Uniti riguarda diritti di proprietà intellettuale, come licenze software, brevetti e marchi, aumentati del 13,7%.

Lo studio: evitare nuove tensioni commerciali

Secondo gli autori dello studio, il cosiddetto accordo di Turnberry ha favorito maggiormente gli Stati Uniti, ma rappresenta comunque una base utile per mantenere stabile il commercio transatlantico.

Gli economisti avvertono che eventuali nuove minacce di dazi alimenterebbero ulteriore incertezza per imprese e investitori, frenando gli scambi e gli investimenti su entrambe le sponde dell'Atlantico.