Una proposta dell’ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives) potrebbe cambiare radicalmente il mercato delle armi negli Stati Uniti, consentendo ai rivenditori autorizzati di spedire direttamente le armi da fuoco ai clienti residenti nello stesso Stato dopo verifiche online, controlli sui precedenti penali e un periodo di attesa di sette giorni. Tra le aziende che potrebbero trarre i maggiori benefici c’è GrabAGun, piattaforma di e-commerce di cui Donald Trump Jr. è azionista e membro del consiglio di amministrazione.
Perché la nuova regola potrebbe favorire GrabAGun
Secondo Reuters, la modifica rappresenterebbe uno dei cambiamenti più significativi della normativa statunitense sulle armi degli ultimi vent'anni. Oggi chi acquista un'arma online deve comunque ritirarla fisicamente presso un negozio autorizzato, dove vengono effettuati i controlli finali.
Con la nuova procedura, invece, il ritiro in negozio verrebbe eliminato per gli acquisti effettuati nello stesso Stato, aprendo la strada a un forte incremento delle vendite online.
GrabAGun, fondata nel 2010 e spesso definita "l'Amazon delle armi", sarebbe tra le società meglio posizionate per beneficiare della riforma.
Donald Trump Jr. prende le distanze
Donald Trump Jr. possiede oltre 300 mila azioni della società, oggi valutate circa 700 mila dollari dopo il forte calo registrato in Borsa rispetto allo scorso anno.
Attraverso il suo portavoce, il figlio del presidente ha però negato qualsiasi coinvolgimento nella stesura della proposta:
«Non ha avuto alcun ruolo nella decisione e non interagisce con il governo federale per conto delle società in cui investe.»
Anche il CEO di GrabAGun, Marc Nemati, ha dichiarato che né lui né Trump Jr. erano a conoscenza dell'iniziativa dell'ATF prima della sua pubblicazione, pur riconoscendo che l'azienda potrebbe beneficiare del nuovo quadro normativo.
Le critiche: sicurezza e piccoli negozi a rischio
La proposta ha suscitato forti critiche da parte delle associazioni per il controllo delle armi e di numerosi rivenditori tradizionali.
Secondo i contrari, eliminare il passaggio nei negozi fisici aumenterebbe il rischio di:
- traffico illecito di armi;
- furti durante le spedizioni;
- acquisti effettuati per conto di persone che non potrebbero legalmente possedere un'arma.
Molti piccoli armieri temono inoltre di perdere una fonte importante di reddito rappresentata dalle commissioni per il ritiro delle armi acquistate online, oltre al traffico di clienti che acquistano munizioni e accessori.
Cosa prevede ora l'iter della riforma
La proposta dell'ATF è attualmente nella fase di consultazione pubblica, che terminerà a inizio agosto. Successivamente l'agenzia valuterà le osservazioni ricevute prima di decidere se approvare definitivamente il regolamento, modificarlo oppure ritirarlo.
Secondo le stime dell'ATF, nel lungo periodo circa la metà degli acquirenti di armi potrebbe scegliere la consegna a domicilio, con un risparmio complessivo superiore ai 100 milioni di dollari l'anno in tempi e costi di spostamento. I critici, invece, ritengono che i benefici economici non compensino i potenziali rischi per la sicurezza pubblica.