La fine di un confine simbolico nella moda contemporanea
Ma la borsa è un accessorio esclusivamente femminile?
Da sempre questo oggetto è stato associato in modo quasi automatico all'immaginario della donna, fino a diventare un simbolo di status, desiderio e identità.
Basti pensare ad alcune delle creazioni più emblematiche della moda contemporanea: la Birkin di Hermès, la Baguette di Fendi, la Speedy di Louis Vuitton o la 2.55 di Chanel.
Negli ultimi anni, tuttavia, la borsa è entrata a far parte dell’universo maschile, oltrepassando un confine simbolico che sembrava intoccabile. Un cambio di paradigma che si riflette tanto nella cultura visiva quanto nei nuovi linguaggi estetici. Figure come Jacob Elordi, spesso immortalato per le strade di New York con il suo stile raffinato e “silenzioso”, accompagnato dalle sue immancabili it-bag, hanno contribuito a sdoganare le borse da uomo.
Dal 2024 ambassador di Bottega Veneta, l’attore di Euphoria è oggi uno dei volti che meglio incarnano questa trasformazione.
La handbag maschile non è tuttavia un’invenzione recente, ma il risultato di una lunga evoluzione culturale. Per secoli, la necessità di trasportare oggetti personali ha dato origine a diverse forme di contenimento, antecedenti all’introduzione delle tasche negli indumenti.
Con lo sviluppo della modernità e la crescente organizzazione del lavoro, questi strumenti si sono evoluti in accessori più strutturati, fino a diventare parte integrante dell’abbigliamento professionale.
È però nella contemporaneità che la borsa assume un significato nuovo: non solo strumento funzionale ma anche capace di esprimere appartenenza e identità estetica.
Anche la Milano Fashion Week SS27 ha confermato l’evidente ribaltamento narrativo: la borsa maschile non rappresenta più un’eccezione, ma diventa protagonista del guardaroba contemporaneo, un vero e proprio must-have capace di influenzare tanto le strategie creative delle maison quanto le dinamiche commerciali dell’intero settore.
Da accessorio a status symbol
Le borse da uomo non rappresentano più una nicchia del mercato del lusso, ma uno dei segmenti in maggiore evoluzione all’interno della categoria degli accessori. Negli ultimi anni, il mercato delle men’s luxury bags ha mostrato una crescita costante, sostenuta dall’espansione del menswear e dalla crescente centralità della pelletteria nel guardaroba maschile. Diverse analisi di settore indicano una traiettoria di espansione del segmento verso valori nell’ordine di diverse decine di miliardi di dollari nel prossimo decennio.
Secondo Bain & Company e McKinsey, gli accessori in pelle rappresentano una delle categorie più rilevanti del mercato del lusso globale, sostenute da una domanda strutturale che include anche una crescente componente maschile. All’interno di questa dinamica, LVMH, attraverso Louis Vuitton, continua a rafforzare il proprio posizionamento nel segmento Fashion & Leather Goods, che rappresenta uno dei principali driver di sviluppo del gruppo e genera oltre 38 miliardi di euro di ricavi.
Forbes evidenzia come le borse da uomo siano ormai una presenza stabile nel dibattito sul menswear di lusso, con un interesse crescente da parte dei principali brand del settore. In questo scenario, Louis Vuitton gioca un ruolo centrale nella progressiva normalizzazione della borsa maschile, attraverso l’integrazione stabile di backpack, crossbody e travel bag nelle collezioni menswear.
Dal punto di vista del comportamento del consumatore, la letteratura accademica mostra che il consumo di lusso maschile è sempre più legato a dimensioni identitarie e di status. Studi pubblicati sul Journal of Business Research mostrano come le motivazioni legate al lusso includano in modo ricorrente fattori quali esclusività, prestigio e riconoscimento sociale. In parallelo, la ricerca nel campo del consumer behavior sottolinea che variabili economiche come il reddito e la percezione del successo personale influenzano in modo significativo le intenzioni di acquisto dei beni di lusso.
Infine, i dati Circana riportati da Vogue Business indicano una crescita dell’interesse per le borse da uomo, con performance in aumento intorno al 7% su base annua in alcune categorie come crossbody e tote bag, segnando l’evoluzione della domanda verso accessori maschili sempre più integrati nel consumo quotidiano.
La spinta della fashion week: un cambiamento visibile sulle passerelle
Nel menswear globale, l’Italia resta un punto di riferimento centrale. Dopo Pitti Immagine Uomo, l’attenzione si sposta sulla Milano Fashion Week, che non è solo una tappa del calendario, ma un termometro delle trasformazioni del menswear contemporaneo. Grandi borse in tela, tote e travel bag, maxi e mini bag spiccano tra le passerelle milanesi.
La sfilata Giorgio Armani Women’s Cruise + Menswear Spring/Summer 2027 ha presentato la linea maschile "Mercato Mediterraneo", in cui emergono con forza gli accessori, non più elementi secondari ma parte integrante del look. La maison ha proposto una visione dell’uomo contemporaneo in cui la borsa diventa un’estensione naturale dell’abbigliamento: leggera, elegante e coerente con un’estetica rilassata ma sofisticata.
Prada interpreta invece il menswear attraverso silhouette slim e piccole borse integrate nel look, spesso agganciate alla cintura come elementi modulari. In passerella, le micro bag diventano un prolungamento dell’outfit.
Anche Dolce & Gabbana, Paul Smith e Ralph Lauren confermano questa direzione, rafforzando un linguaggio comune che vede gli accessori maschili sempre più centrali nella definizione dell’insieme.
Le collezioni SS27 suggeriscono che i brand stiano sperimentando nuove forme di prodotto e nuove abitudini di consumo, anticipando una domanda sempre più strutturata.
Forse è arrivato il momento di archiviare un vecchio pregiudizio: la borsa da uomo non dice nulla sull’identità di chi la indossa, ma molto sul suo stile di vita. Che la si chiami men’s bag o semplicemente borsa, il messaggio è chiaro: praticità e design non hanno genere.
