BALAENO APPRODA AL GALATA MUSEO DEL MARE DI GENOVA


Il primo prototipo della macchina per la raccolta dei rifiuti galleggianti tutta Made in Italy è attivo da aprile 2026 nella darsena antistante il più grande museo marittimo del Mediterraneo, dove resterà per effettuare test per quattro mesi. Una tecnologia ispirata alla natura per affrontare il problema dell’inquinamento marino e dei rifiuti galleggianti.


Genova, maggio 2026 - Balaeno è un’innovativa macchina progettata dalla Start-up Progetto Blu per la raccolta dei rifiuti galleggianti nei porti e nelle acque interne. Ispirata ai fanoni, filtro naturale che alcuni cetacei utilizzano per nutrirsi, cattura plastiche, microplastiche, oli e idrocarburi presenti sulla superficie dell’acqua, restituendo acqua pulita all’ambiente circostante. Da inizio aprile, Balaeno è entrato ufficialmente nella fase di sperimentazione presso il Galata Museo del Mare di Genova. La sperimentazione durerà quattro mesi e rappresenta il primo importante test pubblico in mare della tecnologia.


COS’É BALAENO

Balaeno è un dispositivo elettrico installato sui pontili galleggianti o accostato a una banchina fissa che raccoglie in continuo i rifiuti galleggianti — plastiche, microplastiche fino a 4mm, oli e idrocarburi — dalla superficie dell'acqua dei porti e delle acque interne. Il principio si ispira ai fanoni delle balene: come i grandi cetacei filtrano l'acqua per nutrirsi, Balaeno aspira 34.000 litri per ora di acqua, trattiene i rifiuti galleggianti in una cassa di raccolta e restituisce acqua pulita nell'ambiente circostante. È progettato e distribuito dalla Start-up Progetto Blu, azienda italiana impegnata dal 2017 nel settore dell'antinquinamento marittimo, ed è coperto da brevetto italiano con estensione in corso in Europa, Stati Uniti, Cina e Brasile.


LA SPERIMENTAZIONE AL GALATA MUSEO DEL MARE DI GENOVA

Da inizio aprile 2026 Balaeno è in funzione nella darsena del Galata Museo del Mare di Genova, il più grande museo marittimo del Mediterraneo. La sperimentazione durerà quattro mesi e permetterà di raccogliere dati operativi in un contesto portuale urbano: prestazioni di raccolta, censimento e individuazione rifiuti, frequenza degli svuotamenti, comportamento del dispositivo al variare delle condizioni meteo-marine.


La scelta del Galata Museo non è solo tecnica: nasce dalla volontà di creare un punto d’incontro tra innovazione tecnologica, cultura del mare e sensibilizzazione ambientale. Il museo è uno dei luoghi italiani più visitati e simbolicamente più rilevanti sul tema del rapporto tra uomo e mare: migliaia di persone ogni anno fanno visita per conoscere la storia della navigazione genovese e del Mediterraneo. Portare Balaeno qui significa anche aprire una conversazione pubblica sul futuro di questi stessi mari e aprire riflessioni sulla necessità di sviluppare nuove soluzioni concrete contro l’inquinamento delle acque.


IL PROBLEMA CHE AFFRONTA BALAENO

L’inquinamento da plastica e idrocarburi nelle acque portuali e costiere rappresenta un problema strutturale ancora sottovalutato. La normativa europea sull'antinquinamento portuale impone ai gestori standard crescenti nella gestione dei rifiuti delle acque. Balaeno si colloca direttamente in questo quadro regolatorio portando innovazione ed un aiuto concreto.


Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), nel Mediterraneo confluiscono ogni giorno circa 730 tonnellate di rifiuti plastici. Diverse stime ambientali mostrano che in Italia oltre 90 tonnellate di plastica raggiungono quotidianamente il mare. A livello globale, si stima che negli oceani siano già presenti tra 100 e 200 milioni di tonnellate di plastica accumulata, con un apporto annuo di circa 8 milioni di tonnellate. Porti, marine, darsene e acque interne rappresentano l’ultimo punto di passaggio e accumulo di questi materiali prima della dispersione in mare aperto, dove il recupero diventa sempre più complesso.


In questo contesto si inserisce l'attenzione del Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni per le tematiche ambientali e la tutela degli spazi marittimi urbani. La Darsena del Galata è un luogo vissuto quotidianamente da residenti, visitatori e operatori, ma rappresenta al tempo stesso un ecosistema marino fragile, esposto all'impatto delle attività umane. Promuoverne la salvaguardia significa incentivare comportamenti responsabili e una fruizione consapevole del mare: un equilibrio tra uso e rispetto che il Mu.MA considera parte integrante della propria missione culturale. In questo quadro, la presenza di soluzioni innovative come Balaeno assume un valore che va oltre quello tecnico, diventando occasione concreta per rafforzare, attraverso la presenza diretta e la prossimità, il legame tra comunità, ambiente e cultura del mare.


PROSPETTIVE

Balaeno è la prima di una serie di macchine pensate per la pulizia di porti e delle acque interne. Attualmente è disponibile una versione per pontile galleggiante ed una per banchina fissa di dimensioni ridotte per una facile collocazione nei porti ma l’obiettivo è di creare macchine personalizzate per il cliente sulla base del rifiuto da recuperare, nel suo ambiente di esercizio. L’azienda sta inoltre lavorando ad un network per la raccolta automatica dei parametri chimico/fisici delle acque e per la consuntivazione dei rifiuti raccolti.


L'obiettivo della Start-up Progetto Blu è portare il prodotto sul mercato italiano ed internazionale a partire dai risultati della sperimentazione genovese, con una proposta rivolta ad autorità portuali, cantieri, comuni costieri, marine turistiche e operatori della blue economy.


Il mercato indirizzabile è significativo: l’Italia conta oltre 500 porti turistici e approdi, centinaia di punti di ormeggio e una vasta rete di cantieri navali e comuni costieri. Parallelamente, la normativa europea sulla gestione dei rifiuti portuali e sulla tutela ambientale marina sta imponendo standard sempre più stringenti agli operatori del settore. Balaeno nasce per rispondere concretamente a questa esigenza, combinando sostenibilità, innovazione tecnologica e facilità operativa.


Mirko Bonaldi