BCE: economia dell’Eurozona in rallentamento, inflazione sopra il target fino al 2027



L’economia dell’area euro mostra segnali sempre più evidenti di rallentamento nel secondo trimestre dell’anno, mentre l’inflazione è destinata a rimanere ben al di sopra dell’obiettivo della Banca Centrale Europea almeno fino alla prima metà del 2027. È quanto emerge dall’ultimo bollettino economico della BCE, che evidenzia l’impatto crescente delle tensioni geopolitiche e, in particolare, della guerra in Medio Oriente.


Secondo l’istituto di Francoforte, gli indicatori congiunturali hanno iniziato a deteriorarsi a partire da marzo. “Gli indicatori di breve periodo sono diminuiti, segnalando chiaramente l’impatto negativo della guerra in Medio Oriente sull’attività economica”, si legge nel documento.

A confermare il quadro di debolezza è anche l’indice composito preliminare dei responsabili degli acquisti (PMI) relativo al prodotto dell’area euro, che a maggio ha registrato un’ulteriore flessione, rimanendo in territorio di contrazione per il secondo mese consecutivo. Un segnale che suggerisce una frenata dell’attività economica sia nel comparto manifatturiero sia in quello dei servizi.


La BCE sottolinea inoltre come il conflitto in Medio Oriente stia pesando non solo sull’attività economica corrente, ma anche sulle aspettative per i prossimi mesi. Il peggioramento del clima di fiducia è attribuibile soprattutto alle famiglie e alle imprese dei servizi, settori particolarmente sensibili all’incertezza e all’aumento dei costi energetici.

Sul fronte dei prezzi, la banca centrale prevede nuove pressioni inflazionistiche nei mesi estivi. Il rialzo delle quotazioni dell’energia, infatti, dovrebbe determinare un ulteriore aumento dell’inflazione, mantenendola “ben al di sopra dell’obiettivo” del 2% fino alla prima metà del 2027.


Nonostante il contesto sfidante, la BCE mantiene una visione relativamente costruttiva sul medio periodo. La domanda interna dovrebbe beneficiare della ripresa del reddito reale delle famiglie, favorita dalla crescita dei salari e dal graduale recupero del potere d’acquisto. Tuttavia, il percorso di consolidamento della crescita appare ancora esposto ai rischi derivanti dalle tensioni geopolitiche e dalla persistente pressione sui prezzi dell’energia.

Lo scenario delineato dalla BCE conferma quindi una fase complessa per l’economia europea: da un lato il rallentamento dell’attività produttiva, dall’altro un’inflazione ancora lontana dall’obiettivo di stabilità dei prezzi, in un contesto internazionale caratterizzato da elevata incertezza.