Dall’ostentazione alla discrezione

Perché il quiet luxury sta ridefinendo il mercato del lusso




Nel 2026 la moda cambia linguaggio.


In un’epoca segnata da profondi cambiamenti, dall’avvento dell’intelligenza artificiale a un contesto economico e geopolitico sempre più incerto, anche il modo di concepire la moda sta cambiando.

Dopo un periodo di rallentamento del settore luxury e la crescita di modelli di consumo sempre più rapidi, emerge una nuova sensibilità: il ritorno alla qualità, all’artigianalità e alla durata nel tempo. In questo scenario il quiet luxury si afferma non solo come tendenza estetica, ma come espressione di una trasformazione culturale che coinvolge soprattutto le nuove generazioni.

L’industria dell’alta moda cresce ancora, ma più lentamente e in modo diverso.

Il mercato globale del lusso ha registrato tra il 2015 e il 2025 una crescita di circa il 40–45%, confermando la resilienza e la solidità del settore. Dopo il rimbalzo post-pandemico, la crescita è entrata in una fase di progressivo rallentamento. Tuttavia, il 2025 segna un punto di svolta che si sta riflettendo anche nel 2026, indicando un cambiamento profondo nei comportamenti d’acquisto e nelle aspettative dei consumatori.



Il cambio di paradigma: dal volume al valore.


Secondo le analisi di Bain & Company presentate al Financial Times Business of Luxury Summit, oggi il mercato del lusso convive con una domanda aspirazionale più prudente e selettiva.

Per anni la crescita si è basata su riconoscibilità e status: loghi ben visibili, monogrammi iconici e prodotti immediatamente identificabili hanno rappresentato un forte driver di domanda.

Le analisi di McKinsey evidenziano come la crescita degli ultimi anni sia stata sostenuta soprattutto dagli aumenti di prezzo piuttosto che da un reale incremento dei volumi di vendita. Con consumatori sempre più attenti, molti brand stanno passando a strategie focalizzate sul rafforzamento del valore percepito e del pricing power.

Il prestigio si sposta così dalla visibilità alla riconoscibilità della qualità all’interno di una cerchia ristretta di consumatori.

In questo quadro, il quiet luxury si configura come modello di posizionamento coerente con una domanda orientata alla discrezione. Il consumo non diminuisce, ma diventa più selettivo, e alcuni brand ne rappresentano un esempio concreto.

Brunello Cucinelli ha chiuso il 2025 con ricavi pari a circa 1,4 miliardi di euro, in crescita dell’11,5% rispetto all’anno precedente a cambi costanti, confermando un posizionamento solido nel segmento del lusso discreto.

Il trend positivo è proseguito anche nel 2026: nel primo trimestre i ricavi si sono attestati a 369,1 milioni di euro, con un incremento dell’8,1% a cambi correnti e del 14% a cambi costanti. Anche Bottega Veneta ha mostrato una notevole resilienza, con circa 1,7 miliardi di euro di ricavi e una crescita vicina al +3% anno su anno. Il brand si conferma tra i più resilienti del Gruppo Kering, distinguendosi per una performance positiva in un contesto di rallentamento più ampio del settore luxury.



Chi riconosce, consuma: i nuovi codici del consumo.


Accanto ai grandi nomi del settore, emerge un elemento sempre più rilevante: il cambiamento generazionale.

Per gran parte della Gen Z e dei Millennials, i marchi high-end restano economicamente poco accessibili. Tuttavia, anziché allontanarsi da questo universo, questi consumatori ne stanno ridefinendo i codici.

La crescente attenzione verso il quiet luxury si traduce nell’interesse per il vintage e per un’estetica che privilegia autenticità e manifattura, con linee morbide, volumi fluidi e tonalità neutre, in un richiamo sempre più evidente al minimalismo elegante degli anni ’90: un linguaggio stilistico che “evoca” ricchezza invece di esibirla, rinunciando deliberatamente a loghi evidenti.

Si afferma così una forma di consumo più consapevole e meno ostentativa: chi se ne intende, riconosce.

In un mercato caratterizzato da crescita più lenta e domanda polarizzata, i brand più performanti non sono quelli che massimizzano i volumi, ma quelli che riescono a trasformare la scarsità in valore economico, mantenendo il controllo dei prezzi di vendita e della domanda.

Più che decretare la fine del lusso appariscente, il quiet luxury ne ridefinisce il significato: l’esclusività non risiede più nell'essere immediatamente riconoscibili da tutti, ma nell'essere riconosciuti da chi possiede gli strumenti culturali per apprezzarne qualità, manifattura e design.

In questo senso, la discrezione diventa essa stessa un segnale di status.