La sera di mercoledì 17 giugno nella splendida cornice di Palazzo Lanzara a Sarno, nel salernitano, si sono celebrati i trent’anni dal riconoscimento della DOP per il pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-
Nocerino.
Tra le primissime filiere d’eccellenza europee a ottenere nel 1996 una
Indicazione Geografica (IG) a seguito del Reg. CEE 2081/92, il sistema produttivo del
pomodoro San Marzano DOP si è poi dotato nel 1999 di un Consorzio per gestire la
propria tutela.
Essendo una DOP sul prodotto trasformato (pelato e filetto in latta o in vetro), la filiera
dei consorziati raccoglie sia aziende agricole che trasformatori industriali.
L’importanza dell’indotto per il suo territorio è testimoniata dalla presenza alla
celebrazione di sindaci e assessori dai quaranta comuni dell’areale (compresi tra le
province di Napoli, Salerno e Avellino) e dalle massime rappresentanze delle
associazioni di categoria, oltre che dalla presenza del consigliere del Ministro degli
Esteri Nicola Caputo e dell’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria
Carmela Serluca.
L’indotto della trasformazione, pari a €45 milioni, rappresenta per buona parte delle
aziende dell’indotto una frazione delle loro attività complessive, anche se sta
guadagnando un peso crescente. La domanda è infatti molto superiore all’offerta e la
falsificazione e l’evocazione rappresentano una sfida costante, come sottolineato
durante il convegno della manifestazione da Salvatore Schiavone, direttore
dell’ICQRF Campania e Molise.
Dotato di un robustissimo disciplinare di produzione, il San Marzano è un prodotto
molto delicato sia nei campi che nei processi industriali. Questo fa sì che ci sia,
nonostante la crescita robusta degli ultimi anni, ancora solo una messa a coltura di
meno di 300 ettari sugli oltre 16mila disponibili nei quaranta comuni dell’areale, come
sottolineato dal vicepresidente del Consorzio Tommaso Romano. Tuttavia, “la
particolare redditività della coltura e i ritorni generosi delle esportazioni continuano a
sostenere la crescita della filiera”.
Un grande veicolo di crescita del prodotto è rappresentato dalle nuove normative
italiane e europee, rispetto alle quali il San Marzano DOP si scopre filiera già avanti e
che ha precorso i tempi. L’avvocato Alberto Improda (tra i massimi giuristi italiani in
materia di made in Italy, IG e proprietà intellettuale), nell’illustrare il Decreto
Ministeriale n. 264637 del 03/06/2026 del Ministero dell’Agricoltura, della
Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha rinvenuto come vengano ampliati i ruoli
dei consorzi di tutela alla promozione del turismo e alla salvaguardia del territorio,
consentendo anche la creazione di Consorzi di tutela multi filiera, cioè che
proteggano più filiere certificate DOP e IGP di una stessa regione amministrativa, per
aiutare le filiere più fragili a sostenere le proprie attività e coordinare la promozione
sociale e culturale e la tenuta ambientale del territorio.
In questa direzione andava già in tempi non sospetti il nostro Consorzio”, afferma il
vicepresidente Romano, “che nel 2023 ha costituito da capofila su altri cinque
consorzi la prima associazione regionale di consorzi di tutela al mondo, la AssoIG”. Il
presidente del Consorzio Giampiero Manfuso ha quindi sottolineato la prosecuzione
di questo lavoro di crescita della filiera del San Marzano in partenariato con altre
filiere del territorio: erano infatti presenti a Sarno anche il Consorzio della Pasta di
Gragnano IGP e l’Associazione Verace Pizza Napoletana. “Per noi è fondamentale
accogliere le nuove normative italiane e europee nell’ottica di una crescita integrata
condivisa con quelle filiere della nostra regione che siano le più compatibili con noi. Il
pomodoro pelato San Marzano si ricollega facilmente nell’immaginario dei
consumatori alla pizza e alla pasta, di cui abbiamo voluto i due più eccellenti
rappresentanti come partner. Siamo tre filiere con forte vocazione per l’export e che
rappresentano il cuore della cucina italiana nel mondo” ha affermato il presidente
Manfuso.
Nel convegno toccato anche il tema della nuova PAC 2027-2034, attualmente in
discussione in Commissione UE. Come sottolineato dai dottori agronomi Antonio Di
Gennaro e Gianluca Iovine, si prefigura una PAC inedita, attenta alle IG come
“territorial anchors”, alla prevenzione del dissesto territoriale, all’agricoltura
periurbana, al contenimento del consumo dei suoli e, parimenti col DM MASAF
pocanzi illustrato, a una territorializzazione più spinta e ai partenariati regionali. “Tutti
temi che toccano la filiera del San Marzano, incuneata tra le periferie di piccoli e medi
centri urbani spesso cresciuti selvaggiamente negli ultimi anni. Inoltre, si tratta di una
PAC finalmente attenta ai problemi delle migliaia di piccole e piccolissime aziende
agricole comprese tra Napoli e Salerno e al loro ruolo di sentinelle del territorio” ha
sottolineato Di Gennaro.
C’è stato un intervento a distanza dei vertici della EU-China Committee: infatti, il
Consorzio di tutela del pomodoro San Marzano DOP e l’agenzia governativa cinese
per la distribuzione di vegetali in Cina hanno siglato un memorandum nel settembre
2025 per la tutela e promozione del San Marzano in Cina: un accordo istituzionale
che allarga la tutela legale a una specifica DOP, primo nel suo genere nel gigante
asiatico. “Non sarebbe stato possibile arrivare a questo risultato senza il sostegno di
Alberto Conforti di Livolsi&Partners. Infatti, il nostro accordo su tutela e promozione
con le istituzioni cinesi è parte del programma di internazionalizzazione delle PMI
italiane verso la Cina Action for China”, il commento del vicepresidente Romano.
“Abbiamo ritenuto importante dare continuità al percorso iniziato con le autorità cinesi
e Livolsi & Partners per creare un precedente virtuoso applicabile anche in altri
mercati.
Dalla Malesia alla Cina, passando per Corea del Sud e Singapore, la nostra
DOP trova sempre più interesse tra buyer e consumatori di alta fascia in Asia e c’è
sempre più interesse verso le IG europee, i prodotti di alta qualità e le filiere
sostenibili. In questi teatri tutela e promozione coincidono, mentre riscontriamo
sempre più difficoltà, tra dazi e altri provvedimenti ostili, a implementare un simile
discorso istituzionale in quello che è stato a lungo il principale mercato di riferimento
del San Marzano: gli USA. In questa nazione non c’è nessuna tutela legale per le IG
europee in materia di contraffazione, evocazione, proprietà intellettuale e indicazione
territoriale” ha concluso il presidente Giampiero Manfuso.
Gennaro Romano
