Biotech, il 2026 verso un anno record per fusioni e acquisizioni: già 106 miliardi di dollari in sei mesi

La corsa agli accordi è guidata dalle scadenze brevettuali, dalla necessità di rafforzare le pipeline di farmaci e dalla ricerca di innovazione, soprattutto in Cina.



Il settore biotech e farmaceutico globale sta vivendo una nuova stagione di consolidamento. Nei primi mesi del 2026, il valore delle operazioni M&A ha raggiunto i 106 miliardi di dollari distribuiti su 201 transazioni, secondo i dati di PitchBook.


Un ritmo che, se mantenuto fino a fine anno, potrebbe portare il valore complessivo delle operazioni oltre i 250 miliardi di dollari, segnando il miglior risultato dal picco registrato nel 2019.


La ripresa del dealmaking arriva in un contesto economico non particolarmente favorevole. L'aumento delle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran e le conseguenti pressioni inflazionistiche hanno infatti contribuito a peggiorare il quadro dei tassi di interesse. Nonostante ciò, le grandi aziende farmaceutiche continuano a investire aggressivamente per rafforzare i propri portafogli di prodotti.


Secondo Rajesh Kumar, responsabile della ricerca azionaria Life Sciences & Healthcare di HSBC, le società farmaceutiche stanno acquistando asset innovativi con grande intensità. "Le aziende stanno davvero comprando come se gli asset stessero per scomparire", ha dichiarato a CNBC.


Alla base di questa corsa alle acquisizioni c'è soprattutto la necessità di colmare i vuoti di fatturato che si apriranno nei prossimi anni a causa della scadenza dei brevetti di alcuni farmaci blockbuster. Molti gruppi farmaceutici stanno inoltre guardando con crescente interesse alla Cina, considerata una fonte sempre più importante di innovazione e nuove tecnologie terapeutiche.


Dopo la fase di rallentamento seguita alla pandemia, culminata nel minimo del 2022, il mercato delle fusioni e acquisizioni aveva già mostrato segnali di ripresa nel 2025, quando il valore delle operazioni era salito a 209 miliardi di dollari. Il 2024, invece, si era chiuso con un volume di deal pari a 114,8 miliardi di dollari.


L'accelerazione osservata nel 2026 conferma quindi un cambio di passo significativo per il settore. Sebbene Kumar abbia sottolineato che l'ambiente per le operazioni straordinarie fosse più favorevole nella prima metà dell'anno rispetto alla situazione attuale, il dinamismo delle grandi aziende farmaceutiche e la necessità di rinnovare le pipeline di ricerca continuano a sostenere il mercato.


Se il trend dovesse proseguire, il 2026 potrebbe diventare uno degli anni più importanti dell'ultimo decennio per il biotech e il pharma globale, consolidando il ritorno della fiducia degli investitori e la ricerca di innovazione come motore principale della crescita del settore.