La Commissione europea propone una nuova forma di flessibilità fiscale per aiutare gli Stati membri ad affrontare le sfide della transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Ad annunciarlo è stato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, durante la presentazione del Pacchetto di primavera.
La misura prevede la possibilità per i Paesi Ue di destinare fino allo 0,3% del Pil annuo nel triennio 2026-2028 a interventi per rafforzare la resilienza del sistema energetico, con un limite complessivo pari allo 0,6% del Pil nell'arco dei tre anni.
Secondo Dombrovskis, la proposta amplia l'ambito della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo investimenti destinati ad accelerare la decarbonizzazione e l'elettrificazione. Restano però escluse le misure che incentivano il consumo di combustibili fossili, come riduzioni generalizzate delle accise.
Il commissario ha sottolineato che l'utilizzo della flessibilità non è automatico: gli Stati membri dovranno presentare una richiesta specifica alla Commissione. I Paesi che hanno già attivato la clausola per la difesa potranno chiedere un'estensione del suo ambito di applicazione.
Dombrovskis ha inoltre evidenziato il forte interesse dell'Italia per questa opportunità, lasciando intendere che Roma potrebbe essere tra i primi governi a sfruttare il nuovo margine fiscale.
Positiva la reazione del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha accolto con soddisfazione l'apertura di Bruxelles. "La Commissione ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato", ha dichiarato il ministro.
Giorgetti ha spiegato che il Ministero dell'Economia valuterà le misure più efficaci per sostenere famiglie e imprese una volta definiti i dettagli operativi della nuova flessibilità, tenendo conto anche delle raccomandazioni europee e dell'andamento dei conti pubblici italiani.