La generazione YouTube che sta riscrivendo il cinema. Il nuovo caso Backrooms

Dopo Obsession, il ventenne Kane Parsons porta sul Grande Schermo un nuovo fenomeno cinematografico che conferma la nuova rivoluzione dei registi nati da YouTube.


Nuovo caso cinematografico, stessa radice: il web

Pochi giorni fa abbiamo parlato dell’indie horror Obsession, del giovanissimo Curry Barker, che si è subito rivelato un fenomeno cinematografico e finanziario a livello globale. Questo grazie soprattutto ad un sapiente mix di intuizione creativa, budget ridotto all’osso e capacità di intercettare le paure più recondite del pubblico. Pochi giorni dopo, il cinema si trova dinanzi ad un nuovo caso che sembra confermare che Obsession non fosse solo la mosca bianca nel palinsesto cinematografico, bensì il primo segnale di un cambiamento più profondo.


Si chiama Backrooms, è diretto da Kane Parsons, classe 2005, ed è già diventato il nuovo fenomeno del Grande Schermo dell’anno. I numeri parlano da soli: secondo i dati diffusi dalla stampa specializzata il film - con un budget di circa 10 milioni di dollari - ha superato gli 80 milioni di incasso nel solo weekend d’esordio, arrivando in un batter d’occhio oltre quota 100 milioni nei primi giorni di programmazione. Ad oggi, l’opera prima di Parsons ha incassato a livello mondiale oltre 126 milioni di dollari (di cui oltre 2 milioni al box office italiano). Un moltiplicatore che farebbe rabbrividire molte produzioni hollywoodiane.


Ma la vera notizia non è sul fronte economico, bensì su quello artistico: Kane Parsons non arriva dalle scuole di cinema tradizionali né dai giganti circuiti industriali della Settima Arte. Arriva dal web, più precisamente - come Curry Barker - da YouTube. Parsons è diventato famoso online grazie alla serie The Backrooms (Found Footage), pubblicata sulla piattaforma prima citata e ispirata all’omonimo fenomeno di internet nato nel 2019 su 4chan. Siamo nel mondo dei cosiddetti Creepypasta, ovvero storie raccapriccianti diventate di dominio pubblico grazie a Internet.


Da semplice esperimento pubblicato sul web, la sua idea è diventata una delle più celebri opere di analog horror degli ultimi anni, accumulando decine di milioni di visualizzazioni e trasformandosi infine nel lungometraggio che conosciamo ora, prodotto da A24 e diventato il miglior esordio di sempre nella storia della casa di produzione indipendente. Mentre Hollywood investe miliardi in sequel, remake, reboot e universi condivisi, i fenomeni più sorprendenti arrivano da produzioni nate “out of the box” e senza budget titanici.


Backrooms e Obsession: tra numeri, internet, cinema e Gen Z

I due fenomeni indie horror del momento, se presi in analisi insieme, raccontano una storia ben precisa: quella di una nuova generazione di registi cresciuti grazie a YouTube e alla viralità del web, che sta dimostrando come un’idea originale - che interessa direttamente la Gen Z - possa competere con produzioni mainstream e dal budget decine di volte superiore. Entriamo più nel dettaglio:


  1. Backrooms
  2. Regista: Kane Parsons, classe 2005
  3. Provenienza: YouTube
  4. Community: Milioni di visualizzazioni con la serie The Backrooms (Found Footage)
  5. Budget: circa 10 milioni di dollari
  6. Box office: circa 126 milioni di dollari
  7. Genere: Horror psicologico, liminale, analog horror
  8. Punti di forza: Disorientamento, ansia esistenziale, spazi liminali


  1. Obsession
  2. Regista: Curry Barker, classe 1999
  3. Provenienza: YouTube
  4. Community: Milioni di followers e visualizzazioni online
  5. Budget: circa 750.00 dollari
  6. Box office: circa 155 milioni di dollari
  7. Genere: Horror-romance psicologico, splatter
  8. Punti di forza: Tensione mentale, inquietudine, disturbo costante.


Il concetto che sta alla base di Backrooms è quello della ricerca del realismo estremo. Il film di Parsons - dove il cosiddetto “found footage” tipico di Paranormal Activity o Rec viene presentato come citazione, più che come colonna portante della narrazione - rappresenta però un punto di ibridazione, una nuova dimensione, un aggiornamento di un genere che si costruiva quasi esclusivamente su semplicità e chiarezza.


Backrooms unisce la “semplicità” del web, del found footage, con una narrazione più complessa e matura; una vera sfida, soprattutto per un regista esordiente, che si traduce in una personale estetica dell’orrore e del malessere esistenziale. Giallo preponderante, architetture e stanze ripetute, corridoi infiniti, interi spazi così tanto vuoti da diventare insopportabili e claustrofobici. Il film è un disagio psicologico e fisico, prima ancora che visivo. La paura, il disagio e l’alienazione passano attraverso la sottrazione visiva e la reiterazione dell’uguale.


La nuova “New Hollywood” nascerà dal web?

Per Kane Parsons e Curry Barker, ma non solo loro, la piattaforma YouTube ha funzionato come un gigantesco laboratorio creativo gratuito. Nessun focus group, nessun executive, nessun franchise preesistente. Solo un'idea, una telecamera e milioni di utenti pronti a decretarne il successo o il fallimento. In termini finanziari, Obsession e Backrooms rappresentano l'equivalente cinematografico di una startup che arriva in Borsa dopo aver già trovato il proprio product-market fit.


Negli ultimi giorni diverse testate americane stanno leggendo insieme i casi Obsession e Backrooms come i primi segnali di una possibile "Gen Z New Wave", una nuova ondata di autori nati sul web che stanno riportando il pubblico giovane nelle sale grazie a idee originali anziché franchise consolidati. Forse Backrooms non è soltanto il nuovo fenomeno horror dell'anno. Forse è il segnale che il prossimo Spielberg non arriverà da una scuola di cinema, ma da un semplice canale YouTube.


Andrea Pelucchi