Eni, insieme ai partner Petroci e Vitol, ha approvato la decisione finale di investimento (FID) per la Fase 3 del progetto Baleine, il più grande giacimento di idrocarburi mai scoperto in Costa d'Avorio.
La nuova fase di sviluppo porterà la produzione di petrolio da 60 mila a 150 mila barili al giorno e quella di gas da 80 a 200 milioni di piedi cubi al giorno.
Alla cerimonia di approvazione, svoltasi ad Abidjan, era presente anche il ministro ivoriano delle Risorse Minerarie Mamadou Sangafowa-Coulibaly. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha definito Baleine “un progetto strategico” capace di rafforzare la sicurezza energetica e sostenere lo sviluppo economico locale, con attenzione alla sostenibilità e alla transizione energetica.
Scoperto da Eni nel 2021 a circa 70 chilometri dalla costa di Abidjan e a 1.200 metri di profondità, Baleine è il primo ritrovamento commerciale di idrocarburi in Costa d'Avorio negli ultimi vent’anni. Il progetto è stato sviluppato con il modello “fast track” di Eni, che prevede la parallelizzazione delle fasi di progettazione, autorizzazione e realizzazione, permettendo di accelerare i tempi di avvio. Un altro elemento innovativo è il riutilizzo di unità flottanti già esistenti, ammodernate con tecnologie avanzate per le Fasi 1 e 2, una scelta che ha consentito di ridurre costi, tempi e impatto ambientale, limitando anche l’utilizzo di nuove materie prime e materiali di costruzione.
