Export ortofrutticolo italiano da record nel 2025: pesa l’incognita Medio Oriente, ma si guarda a Brasile e Stati Uniti

Le tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz preoccupano il settore, ma l’impatto immediato resta limitato. Intanto le aziende accelerano sulla ricerca di nuovi mercati per mele e kiwi.



Il 2025 segna un nuovo record storico per l’export ortofrutticolo italiano. Secondo i dati diffusi da Fruitimprese infatti, le esportazioni di ortofrutta fresca hanno raggiunto un valore di oltre 6,6 miliardi di euro, in crescita dell’11% rispetto al 2024. In aumento anche i volumi esportati, saliti a 3,9 milioni di tonnellate (+8,1%).


A trainare il Made in Italy sono soprattutto mele, kiwi e uva da tavola. Le mele superano per la prima volta il milione di tonnellate esportate, consolidando il primato di prodotto ortofrutticolo italiano più esportato con oltre 1,1 miliardi di euro di valore. Molto positivo anche il dato del kiwi, che cresce del 19,81% in quantità e del 26,45% in valore, arrivando a contribuire per quasi 700 milioni di euro all’export nazionale.


Accanto ai risultati record, però, cresce la preoccupazione per le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e per la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio internazionale. Tuttavia, secondo Fruitimprese, l’impatto sul settore è ancora contenuto, in quanto il blocco coincide con la fine della campagna export di mele e kiwi. Per completare le ultime spedizioni verso i mercati arabi, le aziende hanno riorganizzato la logistica utilizzando trasporti combinati mare-terra: la merce viene sbarcata a Gedda e prosegue via camion verso le destinazioni finali.


Al momento non si registrano particolari criticità sui flussi verso l’Asia, anche perché questo periodo dell’anno coincide con una fase di minore attività commerciale. Il timore del comparto è che il protrarsi della crisi possa compromettere mercati strategici per l’ortofrutta italiana come Medio Oriente e Sud-est asiatico. L’Italia è infatti il principale esportatore europeo di ortofrutta verso il Medio Oriente, con spedizioni soprattutto di mele e uva da tavola che nel 2025 hanno superato i 150 milioni di euro.


Per questo motivo le aziende stanno già valutando mercati alternativi: il Brasile per le mele, favorito dall’azzeramento dei dazi grazie all’accordo Mercosur, e gli Stati Uniti per il kiwi, dove i dazi sono stati recentemente eliminati. Resta però forte l’auspicio di una rapida riapertura dei traffici marittimi, considerata fondamentale per preservare la competitività internazionale del settore ortofrutticolo italiano.