Cannes 2026. Dentro la 79ª edizione del Festival, in un contesto mondiale instabile

Tra glamour e mercato globale, il Festival di Cannes 2026 torna sulla Croisette: più sobrietà, stesso ruolo centrale nel cinema d’autore.


La cerimonia, in un mondo sotto tensione

La 79ª edizione del Festival di Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2026, si conferma anche questa volta la colonna portante del cinema d’autore mondiale, nonché una fondamentale rampa di lancio per il mercato internazionale dell’audiovisivo. Quest’anno l’atmosfera è apparsa più sobria del solito, senza però perdere il suo classico tocco glamour e industriale.


Cannes 2026 illumina la Costa Azzurra in un clima segnato dalle tensioni geopolitiche - in primis quella tra Stati Uniti e Medio Oriente - che stanno intaccando a livello trasversale tutti i mercati, infettando anche il mondo delle arti visive e in particolare il settore cinematografico - che risente ancora in parte della crisi pandemica del Covid-19 e, in più, sta oggi affrontando la pervasività dell’Intelligenza Artificiale.


La locandina ufficiale del Festival omaggia il capolavoro cult di Ridley Scott Thelma & Louise, con le immagini delle splendide Susan Sarandon e Geena Davis: una scelta tutt’altro che casuale, che rivendica il tema dell’indipendenza femminile e della libertà creativa autoriale.


La giuria internazionale del Festival

La giuria del concorso principale è presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook, autore di film di culto come il thriller Oldboy - vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2004 - e il plurinominato dramma sentimentale Decision to Leave - che sempre a Cannes ha ricevuto il Prix de la mise en scène del 2022.


Già dalla presenza di Chan-wook si può notare come la composizione della giuria riflette la volontà del Festival di mettere in prima linea il cinema d’autore, il cinema hollywoodiano lontano dai canoni commerciali e nuove sensibilità internazionali. Tra gli altri membri principali della giuria troviamo:


  1. L’attrice candidata all’Oscar, Demi Moore
  2. La regista e sceneggiatrice premio Oscar, Chloé Zhao
  3. L’attore svedese, Stellan Skargård
  4. L’attrice, Ruth Negga
  5. La regista e sceneggiatrice, Laura Wandel
  6. Lo sceneggiatore britannico, Paul Laverty
  7. L’attore ivoriano, Isaach De Bankolé
  8. Il giovanissimo regista e sceneggiatore, Diego Céspedes


Quali sono i film più attesi di questa edizione?

La selezione ufficiale del Festival 2026 è squisitamente orientata al cinema d’autore internazionale, con 22 film in corsa per la Palma d’Oro. Alcuni di essi sono già considerati potenziali candidati agli Oscar del prossimo anno. Tra i titolo più attesi ritroviamo:


  1. Paper Tiger di James Gray (USA, Brasile, Italia) - in concorso
  2. The Man I Love di Ira Sachs (USA) - in concorso
  3. Amarga navidad di Pedro Almodóvar (Spagna) - in concorso
  4. Histoires parallèles di Asghar Farhadi (Francia, Belgio, Italia) - in concorso
  5. Hako no naka no hitsuji di Hirokazu Kore’da (Giappone) - in concorso
  6. John Lennon: The Last Interview di Steven Soderbergh - proiezione speciale


Il Red Carpet, il “business del glamour” e il peso economico del Festival

Molte delle star viste sulla Croisette non possono che essere state della grandi figure di spicco del cinema mondiale. Tra le tante che sono state illuminate dai flash dei paparazzi: il membro della giuria Demi Moore, il pluripremiato regista Peter Jackson, l’attrice Jane Fonda, gli attori Elijah Wood, James Franco e Adam Driver, le attrici Barbra Streisand e Julianne Moore.


Uno dei momenti di spicco della serata inaugurale è stata la consegna della Palma d’Oro onoraria a Peter Jackson, introdotto da Elijah Wood in una sorta di reunion nostalgica de The Lord of the Rings (ricordiamo che Wood interpretò Frodo Baggings nella trilogia dark fantasy diventata una pietra miliare nella storia del cinema). Nel corso della cerimonia sarà anche premiata con una Palma onoraria anche Barbra Streisand.


Attorno al festival ruotano contratti di distribuzione, co-produzioni internazionali e strategie commerciali che prendono forma nel Marché du Film, cuore finanziario della manifestazione. La presenza di autori di spicco come Almodóvar, Farhadi e Kore-eda accresce il valore internazionale delle opere in concorso, mentre le major e il mondo dello streaming utilizzano Cannes come osservatorio strategico per intercettare i futuri titoli di punta della stagione cinematografica e della Notte degli Oscar.


Allo stesso tempo, Cannes resta una piattaforma globale per il business del glamour, dove moda, gioielleria e beauty si intrecciano con il potere simbolico del cinema. Il nuovo dress code introdotto quest’anno - con limiti a trasparenze, volumi e accessori considerati non conformi al protocollo - ha riaperto il dibattito tra libertà espressiva e tutela dell’immagine del brand “Cannes”.


In questo equilibrio tra luxury e industria non si può non pensare alla presenza di Peter Jackson e alla sua trilogia iconica, che è stata capace di generare quasi 3 miliardi di dollari al box office mondiale: un caso emblematico di come il cinema possa trasformarsi in fenomeno culturale, finanziario e commerciale globale.


Andrea Pelucchi