Lo Stato più piccolo al mondo è anche tra i più ricchi. A confermarlo sono gli ultimi dati di bilancio pubblicati dallo Istituto per le Opere di Religione, comunemente conosciuto come “Banca Vaticana”. L’istituto ha registrato un utile operativo di 51 milioni di euro, con un aumento del 55,5% rispetto al 2024: il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Il Santo Padre, azionista unico della banca, riceverà un dividendo pari a 24,3 milioni di euro. Con questi risultati, Papa Leone XIV vedrà aumentare di quasi tre quarti i ricavi derivanti dalle attività della banca vaticana rispetto all’anno precedente.
Ma da dove nasce questo successo economico?
Gran parte del merito viene attribuita al pontefice precedente, Papa Francesco, che nel 2022 ha promosso una profonda riforma finanziaria dopo i numerosi scandali che avevano coinvolto il Vaticano negli anni passati. Il documento chiave della riforma è il Praedicate Evangelium, il testo che ha sostituito la Costituzione apostolica del 1988 voluta da Papa Giovanni Paolo II. La riforma ha introdotto maggiore trasparenza, controlli più rigorosi e una gestione più professionale degli investimenti. Tra le novità più significative vi è stata anche l’abolizione degli affitti agevolati per i membri della Curia: dal 2022, infatti, cardinali e alti prelati devono pagare canoni allineati ai prezzi di mercato per gli immobili vaticani. A contribuire ai risultati positivi hanno influito anche le condizioni favorevoli dei mercati finanziari, che hanno sostenuto la crescita degli investimenti della banca vaticana.
