La Cina punta tutto sull'oro: record di acquisti mensili mentre i mercati restano instabili.
Benedetta Zimone
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La Cina sembra sempre più attratta dall’oro, puntando con decisione sull’accumulo di questo bene rifugio strategico. Il paese guidato da Xi Jinping ha recentemente registrato il suo più grande acquisto mensile di oro nell’ultimo anno, confermando una tendenza costante di rafforzamento delle riserve.
La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha aumentato le proprie riserve di circa 160.000 once troy nel mese di marzo, consolidando il suo ruolo di acquirente stabile nel mercato globale dei metalli preziosi. Questo avviene in un contesto segnato da forte instabilità geopolitica e da continui cambiamenti nelle aspettative sui tassi d’interesse, fattori che rendono l’oro un asset particolarmente attraente per le banche centrali.
Secondo i dati ufficiali, le riserve auree della Cina sono salite a 74,38 milioni di once troy, evidenziando una strategia di accumulo coerente con obiettivi di politica economica e di diversificazione delle riserve valutarie, nonostante la recente debolezza dei prezzi del metallo prezioso.
Dunque, la Cina crede ancora nel metallo giallo come bene rifugio. Queste operazioni si sono svolte in una fase di forte turbolenza dei mercati globali. Nel mese di marzo, il prezzo dell’oro ha subito un calo di circa il 12%, registrando la peggiore performance mensile dal 2008. Il ribasso è stato influenzato dal rafforzamento del dollaro statunitense, sostenuto anche dalle tensioni legate al conflitto in Iran, e dall’aumento delle aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve, che ha ridotto l’appeal dell’oro nel breve termine.
