Trasporti al centro della crisi energetica: innumerevoli voli a rischio quest'estate
Benedetta Zimone
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I trasporti rimangono tra le principali vittime della crisi energetica ma, come evidenziato dalla IATA (International Air Transport Association), l’Unione Europea è sempre stata strutturalmente vulnerabile. Il Vecchio Continente, infatti, importa circa il 30% del carburante necessario al solo settore aereo.
I colossi Lufthansa e Ryanair come main character
La situazione, già precaria, rischia di peggiorare drasticamente in vista anche delle prossime vacanze estive. Compagnie come Lufthansa e Ryanair preannunciano già ulteriori rincari in tempi brevi che andrebbero a sommarsi agli aumenti vertiginosi degli ultimi anni.Più precisamente, la compagnia low-cost per eccellenza (si fa per dire) ha registrato un incremento di circa il 15% in dieci anni sulla tariffa base. Per Lufthansa, invece, l'aumento stimato del biglietto medio nello stesso periodo oscilla tra il 25% e il 30%.
Possibili voli a terra quest'estate
Di conseguenza, il classico modus operandi di prenotare con largo anticipo potrebbe non essere più sufficiente per garantire un risparmio reale. Ma il quadro potrebbe farsi ancora più cupo: il rischio non è solo economico, ma operativo. Centinaia di voli potrebbero restare a terra, impedendo ai cittadini di decollare verso le mete preferite. Tuttavia, come in ogni crisi, esistono vincitori e perdenti: in questo scenario di incertezza, gli unici collegamenti costantemente garantiti rimangono i voli di Stato e quelli sanitari, protetti da logiche che trascendono le fluttuazioni del mercato.
