Banche centrali riunite: attesa per le mosse su tassi e inflazione

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Benedetta Zimone

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Settimana intensa per le principali banche centrali. La European Central Bank, la Federal Reserve e la Bank of England si riuniranno tra mercoledì e giovedì per discutere le prossime mosse alla luce delle attuali sfide economiche.


Il conflitto in Medio Oriente ha infatti messo in discussione gli obiettivi precedentemente fissati. Anche la Swiss National Bank e la Bank of Japan hanno in programma una riunione dedicata.


Secondo gli analisti, nonostante la tragica situazione in Medio Oriente, i principali attori della politica monetaria, in particolare la European Central Bank, non dovrebbero modificare i tassi di interesse, attualmente fissati al 2%.


Tuttavia, tra gli attori citati, gli Stati Uniti sembrano trovarsi nella situazione più complessa, con la Federal Reserve chiamata a gestire un contesto economico più incerto. L’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump parte infatti da una posizione più delicata.


Gli ultimi dati sui Non Farm Payrolls (NFP) non sono particolarmente incoraggianti: il tasso di disoccupazione nel mese di febbraio è salito al 4,4%, con una perdita complessiva di 92 mila posti di lavoro.


Questo quadro piuttosto complesso mette in difficoltà i funzionari della Federal Reserve. Un aumento o una diminuzione dell’occupazione può influenzare le aspettative sui tassi di interesse, che a loro volta incidono sui flussi di investimento in azioni, valute e materie prime.


In ogni caso, anche in questa occasione il presidente Jerome Powell non dovrebbe intervenire con modifiche ai tassi di interesse. Questa potrebbe essere tra le ultime riunioni sotto la sua guida alla Fed; successivamente la guida dell’istituzione potrebbe passare a Kevin Warsh, il cui approccio alla politica monetaria resta ancora incerto.