Crisi nel Golfo: obbligazioni sovrane sotto pressione tra attacchi militari e rialzo del petrolio
Benedetta Zimone
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La crisi geopolitica nel Golfo sta mettendo sotto forte pressione le obbligazioni sovrane della regione.
Nonostante il rialzo del prezzo del petrolio sopra i 72 dollari al barile, che sostiene i fondamentali fiscali, l’instabilità geopolitica aumenta significativamente il premio di rischio sui titoli sovrani della regione. Il TASI saudita ha guadagnato +0,7%, sostenuto da Saudi Aramco e SABIC, mentre il QSI del Qatar ha chiuso in calo dello -0,7% a causa della sospensione della produzione di GNL.
Negli UAE i mercati sono rimasti chiusi per decisione delle autorità di vigilanza, in Bahrain la dichiarazione di force majeure di Aluminium Bahrain riflette la disruption economica, e il Kuwait ha subito attacchi intensi con vittime.
Dallo scorso 1° marzo 2026, una campagna militare USA-israeliana contro l'Iran ha scatenato ritorsioni dirette contro Arabia Saudita, Qatar, UAE, Kuwait e Bahrain, con centinaia di missili e droni lanciati su infrastrutture energetiche critiche, tra cui la raffineria saudita di Ras Tanura e siti energetici in Qatar.
Complessivamente, Arabia Saudita appare più resiliente, mentre Qatar, UAE, Bahrain e Kuwait affrontano un rischio sovrano elevato in questo contesto straordinario.
Benedetta Zimone
