Il petrolio sale dell’8% mentre il conflitto in Iran interrompe i flussi mediorientali, Brent ai massimi da gennaio 2025

Il petrolio sale dopo attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz; Brent ai massimi da gennaio 2025, con timori per approvvigionamento globale e prezzi alla pompa.


I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente dopo che attacchi di ritorsione iraniani hanno interrotto la navigazione nello Stretto di Hormuz, a seguito dei raid del fine settimana di Israele e degli Stati Uniti che hanno ucciso il Leader Supremo iraniano Ali Khamenei. Il Brent ha toccato brevemente un picco del 13% a 82,37 dollari al barile, il livello più alto da gennaio 2025, prima di scendere a 78,87 dollari (+8,2%). Il WTI statunitense ha raggiunto un massimo intraday di 75,33 dollari, per poi attestarsi a 72,17 dollari (+7,7%).


Le interruzioni nella navigazione hanno costretto oltre 200 navi, tra cui petroliere e metaniere, ad ancorarsi al di fuori dello stretto. Tre petroliere sono state danneggiate e un marittimo è rimasto ucciso, evidenziando i rischi per l’approvvigionamento globale. In un giorno tipico, circa un quinto della domanda mondiale di petrolio passa attraverso lo stretto proveniente da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Iran e Kuwait.


Gli analisti hanno affermato che il rialzo dei prezzi riflette l’incertezza sulla portata e la durata del conflitto, ma per ora rappresenta uno shock geopolitico piuttosto che una crisi sistemica. I guadagni di lunedì mattina sono stati parzialmente ridotti, poiché una parte del premio per il rischio era già stata prezzata.


L’OPEC+ ha annunciato un aumento della produzione di 206.000 barili al giorno per aprile, sebbene la maggior parte dei produttori operi già vicino alla capacità massima. L’Agenzia Internazionale per l’Energia sta coordinando con i produttori mediorientali e potrebbe rilasciare riserve strategiche di petrolio se necessario. Le scorte visibili globali ammontano a 7,827 milioni di barili, sufficienti per 74 giorni di domanda, vicino ai livelli medi storici.


Gli analisti di Citi prevedono che il Brent si muoverà tra 80 e 90 dollari al barile questa settimana, nel contesto delle tensioni in corso. I future sulla benzina negli Stati Uniti sono saliti fino al 9,1% a 2,496 dollari al gallone, il livello più alto da luglio 2024, con il rischio di far superare i 3 dollari al gallone i prezzi al dettaglio, una questione politicamente delicata in vista delle elezioni di midterm negli Stati Uniti.