Le azioni delle compagnie aeree crollano per l’escalation in Medio Oriente e il balzo del petrolio


A Hong Kong, Cathay Pacific ha perso oltre il 7% nelle prime contrattazioni, prima di ridurre le perdite. In Australia, Qantas Airways è scesa di oltre il 10% in apertura, toccando i minimi degli ultimi dieci mesi, mentre gli investitori valutavano l’impatto indiretto dell’aumento del carburante e delle possibili ripercussioni sulla domanda globale.


Anche in Europa il settore è finito sotto pressione. Le azioni di Lufthansa e del gruppo turistico TUI Group hanno registrato forti ribassi nelle prime fasi di scambio. Sotto osservazione anche la compagnia italiana ITA Airways, che affronta una fase cruciale di consolidamento e riorganizzazione. L’aumento del prezzo del carburante, proprio alla vigilia della stagione estiva — determinante per i ricavi — potrebbe comprimere i margini, soprattutto in caso di prolungata instabilità geopolitica.


Il Brent è salito di circa il 7%, raggiungendo i livelli più alti degli ultimi mesi, tra timori per possibili interruzioni delle forniture e attacchi alle rotte marittime nella regione. Il carburante rappresenta fino al 30% dei costi operativi di una compagnia aerea, rendendo il settore particolarmente sensibile a variazioni improvvise dei prezzi energetici. Sebbene molte aziende adottino strategie di copertura (hedging), queste offrono solo una protezione parziale nel caso di aumenti prolungati.


La chiusura temporanea degli spazi aerei e degli hub di Dubai e Doha ha provocato cancellazioni e deviazioni su larga scala, con conseguente aumento dei costi logistici e disagi per migliaia di passeggeri. Tra i vettori asiatici che hanno annunciato sospensioni figurano Singapore Airlines e Japan Airlines.


Gli analisti sottolineano che il calo dei titoli riflette non solo l’impatto operativo immediato, ma anche una crescente “premio di rischio geopolitico” incorporato nelle valutazioni di mercato. Se le tensioni dovessero attenuarsi rapidamente, il settore potrebbe beneficiare di un rimbalzo sostenuto dalla domanda estiva. In caso contrario, le compagnie aeree potrebbero dover affrontare un periodo prolungato di volatilità, con pressioni su utili e flussi di cassa.