Pirelli centra i target 2025 con utili e ricavi in crescita (malgrado i dazi di Trump)

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alessandro plateroti

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Pirelli ha chiuso il 2025 centrando in pieno i target prefissati, navigando con successo in un contesto macroeconomico sfidante segnato da tensioni geopolitiche e forte volatilità dei cambi, e registrando un utile netto in crescita del 5,9% a 530,7 milioni di euro rispetto ai 501,1 milioni dell'anno precedente. I ricavi si sono attestati a 6.776,2 milioni di euro, evidenziando una crescita organica del 4,2% trainata da un solido price/mix (+3,8%) e da un ulteriore, strategico rafforzamento nel segmento High Value, giunto a pesare ben il 79% delle vendite totali.

La redditività ha mostrato un deciso progresso grazie all'efficacia delle leve interne e al piano di efficienze lorde da 158 milioni di euro, spinte che hanno portato l'Ebit Adjusted a 1.081,4 milioni e il relativo margine al 16%, assorbendo integralmente gli impatti avversi derivanti da inflazione, dazi statunitensi e svalutazioni valutarie (quantificabili in circa 320 milioni complessivi). I dazi americani sulle importazioni dall'Europa e dal Brasile hanno pesato per 55 milioni sui conti del gruppo, ma il danno è stato parzialmente compensato da misure mitigative.

Particolarmente degna di nota risulta la generazione di cassa: il flusso netto ante dividendi è balzato a 1.073,8 milioni di euro (577,3 milioni escludendo la conversione di un prestito obbligazionario), performance che ha permesso di abbattere la Posizione Finanziaria Netta a -1,1 miliardi di euro, un risultato nettamente migliore rispetto al target iniziale di -1,6 miliardi, comprimendo il rapporto PFN/Ebitda Adjusted a un virtuoso 0,71x.

Il mercato degli pneumatici nel mese di gennaio ha evidenziato una lieve crescita nel canale ricambi (Replacement, +1%), che rappresenta circa il 75–80% delle vendite di gruppo, mentre il canale primo equipaggiamento (Original Equipment Manufacturer, -5%), pari al 20–25% delle vendite, ha registrato una contrazione.

Nel canale ricambi, il mercato europeo ha segnato un calo del 7%, in linea con il mese precedente, principalmente per il rallentamento delle importazioni dopo l’anticipo degli acquisti nei mesi precedenti in vista dell’introduzione di misure antidumping. Anche il Nord America ha mostrato una flessione significativa (-6%), penalizzato dalle condizioni meteorologiche avverse nel mese di gennaio. Al contrario, il mercato cinese ha registrato una crescita del 27%, sostenuta anche dall’effetto calendario legato al Capodanno lunare.

Nel canale primo equipaggiamento, la contrazione è stata trainata dalla Cina (-11%), a causa della riduzione dei sussidi, mentre l’Europa ha mostrato una crescita del 3% e il Nord America è rimasto sostanzialmente stabile (-1%).

Nel complesso, il mercato dovrebbe aver chiuso il mese su livelli sostanzialmente invariati (-0,2%), rispetto alla nostra stima di crescita dell’1% dei volumi per l’intero esercizio 2026 (Full Year 2026).

Alla luce di questa marcata solidità patrimoniale e del calo della leva finanziaria, il Consiglio di Amministrazione proporrà all'assemblea la distribuzione di un corposo dividendo totale di 0,34 euro per azione, di cui 0,10 euro a titolo straordinario, per un monte dividendi complessivo che sfiora i 369 milioni di euro.

Guardando al prossimo esercizio, il management ha delineato le stime del budget 2026, prevedendo ricavi compresi tra i 6,7 e i 6,9 miliardi di euro supportati da una crescita organica attesa tra il 3% e il 4%, un Ebit Margin Adjusted consolidato in area 16% (con prospettive di un leggero miglioramento), e una generazione di cassa netta ante dividendi di circa 500 milioni di euro, a conferma della solidità del modello di business e della leadership di settore tanto nell'innovazione tecnologica, trainata da sistemi come il Cyber Tyre, quanto nella finanza sostenibile. Infine, Struttura dell’azionariato. Il 17 marzo non rappresenta una scadenza vincolante per la conformità alla normativa Cyber Tyre negli Stati Uniti, bensì la data a partire dalla quale è possibile essere conformi. Tale interpretazione è coerente con la nostra view, in quanto riduce la pressione operativa e ridimensiona le recenti speculazioni. Secondo Tronchetti Provera, il regime di Golden Power dispone degli strumenti necessari per intervenire e una soluzione è attesa; le trattative con Sinochem sono in corso. La riduzione della quota dal 34% a sotto il 10% rimane complessa, ma si configurano diverse opzioni potenziali, tra cui un intervento di Camfin tramite un accelerated bookbuilding, il coinvolgimento di investitori istituzionali, operazioni sul mercato e l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile.