Petrolio ai massimi da sei mesi, tensioni con l’Iran frenano le Borse

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Andrea Pelucchi

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Il petrolio torna ai massimi degli ultimi sei mesi e riporta la geopolitica al centro dei mercati finanziari. Il Brent è salito dello 0,7% a 72,19 dollari al barile, portando il rialzo settimanale oltre il 6%, dopo che il presidente americano Donald Trump ha concesso all’Iran un ultimatum di 15 giorni per raggiungere un accordo sul programma nucleare, accompagnando la pressione diplomatica con un ampio dispiegamento di forze militari in Medio Oriente.


La mossa di Washington – che include portaerei, caccia e aerei cisterna – alimenta il timore di un’escalation in un’area da cui proviene circa un terzo della produzione mondiale di greggio. Il rischio di interruzioni dell’offerta ha sostenuto le quotazioni energetiche e rafforzato la domanda di beni rifugio.


Dopo le vendite di giovedì a Wall Street, i futures statunitensi ed europei hanno tentato un rimbalzo (rispettivamente +0,3% e +0,4%), mentre in Asia le perdite si sono ridotte nel corso della seduta. Spicca la performance della Corea del Sud, con l’indice locale in rialzo del 2,3%, confermandosi tra i migliori mercati dell’anno. Restano tuttavia cauti gli operatori, consapevoli che il confronto tra Stati Uniti e Iran potrebbe degenerare.


I Treasury hanno consolidato i guadagni, sostenuti dalla ricerca di sicurezza, mentre l’oro si è mantenuto su livelli elevati e l’argento ha registrato un lieve progresso. Sul valutario, il dollaro si avvia alla miglior settimana degli ultimi quattro mesi: il Bloomberg Dollar Spot Index è salito dello 0,9%, complice la revisione al ribasso delle aspettative di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve e il rafforzarsi dei rischi geopolitici.


Gli investitori guardano ora ai dati macroeconomici statunitensi e alle prossime decisioni della Corte Suprema sui dazi, in un contesto in cui inflazione e tensioni internazionali rischiano di frenare una ripresa dei mercati ancora fragile.


Corporate highlights

Sul fronte corporate, Johnson & Johnson starebbe preparando una potenziale vendita della propria unità di ortopedia, che in precedenza aveva pianificato di separare. Secondo persone a conoscenza del dossier, diverse grandi società di private equity avrebbero già manifestato interesse, segnale che l’operazione potrebbe attirare offerte significative in un comparto considerato strategico nel settore medicale. Nel mondo dell’intrattenimento, Ted Sarandos, co-chief executive officer di Netflix Inc., ha dichiarato che l’acquisizione di Warner Bros. Discovery Inc. da parte della sua società porterebbe a un maggior numero di film distribuiti nelle sale cinematografiche. Le parole del manager rispondono a una delle principali critiche mosse da Hollywood nella battaglia ad alta posta per uno degli studios più iconici dell’industria, con l’obiettivo di rassicurare l’industria sul futuro della distribuzione tradizionale.

In Asia, riflettori puntati su Mirae Asset Securities Co., le cui azioni hanno più che triplicato il loro valore dall’inizio dell’anno. Il rally viene letto come una scommessa indiretta su Elon Musk e sulla sua SpaceX, in vista di una potenziale maxi offerta pubblica iniziale che potrebbe catalizzare nuovi flussi di capitale.


Principali notizie sui mercati finanziari

Per quanto riguarda i mercati finanziari, i futures statunitensi si muovono in territorio positivo: quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 guadagnano entrambi lo 0,3% nelle prime ore della mattinata londinese, segnalando un avvio costruttivo a Wall Street. In Asia, invece, prevale una certa cautela: l’indice MSCI Asia Pacific arretra dello 0,3%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong cede lo 0,7%. In Europa, i futures sull’Euro Stoxx 50 salgono dello 0,4%, suggerendo un’apertura in rialzo per i principali listini del continente.


Sul mercato valutario il Bloomberg Dollar Spot Index resta sostanzialmente invariato. L’euro perde lo 0,2% scendendo a 1,1752 dollari, mentre lo yen giapponese arretra dello 0,1% a 155,22 per dollaro. Lo yuan offshore si mantiene stabile a 6,9006 per dollaro e anche la sterlina britannica segna un calo dello 0,2%, attestandosi a 1,3442 dollari.


Tra le criptovalute prevale un tono positivo: il Bitcoin avanza dell’1,4% fino a 67.813,1 dollari, mentre l’Ether guadagna lo 0,5% a 1.957,46 dollari, in un contesto di rinnovato interesse per gli asset digitali.


Sul fronte obbligazionario, il rendimento dei Treasury statunitensi a dieci anni rimane stabile al 4,07%. In Giappone, il rendimento del decennale scende di 3,5 punti base al 2,105%, mentre in Australia il tasso a dieci anni cala di sei punti base al 4,73%, segnalando una moderata ricerca di titoli governativi.


Infine, tra le materie prime, l’oro spot sale dello 0,7% a 5.029,92 dollari l’oncia, mentre il West Texas Intermediate avanza dello 0,9% a 67,05 dollari al barile, in un quadro di prezzi energetici in lieve recupero.


Andrea Pelucchi