Kering si ristruttura per far fronte alle difficoltà degli ultimi anni
UCapital Media
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Negli ultimi anni Kering, il colosso francese del lusso che controlla marchi come Gucci, Yves Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga, ha attraversato una fase di profonda trasformazione strategica in risposta a risultati operativi deludenti e alle forti oscillazioni dei mercati finanziari. La società ha registrato una contrazione significativa delle vendite: nel 2024 il fatturato complessivo è sceso del 12% attestandosi a circa 17,19 miliardi di euro, e l’utile netto si è ridotto del 62% a 1,13 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, con Gucci che ha contribuito a un calo dei ricavi del 23% a circa 7,6 miliardi.
La performance di Gucci, da sempre il motore principale del gruppo, è stata particolarmente difficile da far risalire. Nel corso del 2025 le vendite comparabili del brand hanno continuato a mostrare cali a due cifre con un -10% nel quarto trimestre e quasi -19% su base annua, mentre le altre divisioni come Saint Laurent e Bottega Veneta hanno avuto risultati relativamente più stabili o in lieve crescita.
Questi risultati operativi deboli hanno avuto un impatto profondo sul titolo Kering in Borsa. In passato la società ha subito cadute rilevanti: per esempio nel marzo 2024, dopo un profit warning legato a un previsto calo delle vendite Gucci del 20% nel primo trimestre, le azioni sono precipitate di oltre il 12–14% in una singola seduta, cancellando miliardi di euro di capitalizzazione di mercato. Anche nel corso del 2025, dopo la pubblicazione di risultati trimestrali deludenti con vendite complessive in calo del 14%, il titolo ha subito ribassi nell’ordine del -4% al -6% nelle sedute successive agli annunci.
Questa volatilità riflette non solo i fondamentali operativi della società ma anche l’sentiment degli investitori verso il settore del lusso in generale, che ha visto movimenti altrettanto ampi tra i principali gruppi. Negli indicatori di mercato più ampi, le azioni del settore lusso europeo hanno mostrato oscillazioni, con alcuni titoli che hanno performato meglio, come Hermès, rispetto a concorrenti che operano in segmenti simili ma con modelli di business o portafogli di marchi differenti.
Indicatori settoriali più ampi hanno registrato nel complesso movimenti positivi di circa l’1,5–2% in giornate di scambi in cui i titoli del lusso hanno beneficiato di notizie incoraggianti, mentre in altre fasi di tensione macroeconomica europee e globali la performance è risultata piatta o negativa con correlazioni tra i principali indici di mercato e le azioni del comparto.
Nel corso del 2025 e all’inizio del 2026, Kering ha cercato di stabilizzare la situazione tramite una ristrutturazione interna e una revisione del portafoglio: sono stati implementati tagli ai costi, chiuse linee di negozi non performanti e sono state vendute attività non core come la divisione beauty per circa 4 miliardi di euro. La leadership del gruppo è stata rinnovata con l’arrivo di Luca de Meo come CEO, strategia pensata per dare nuovo impulso alla creatività e all’efficienza operativa. I mercati hanno risposto con un aumento delle quotazioni di oltre il 13–15% in giornate positive dopo annunci di risultati leggermente migliori delle attese per il quarto trimestre e segnali di moderata stabilizzazione delle vendite.
Nonostante questi segnali, la strada verso una piena ripresa finanziaria rimane incerta e strettamente legata all’evoluzione della domanda globale di beni di lusso, in particolare nei mercati chiave come l’Asia-Pacifico e il Nord America. La direzione intrapresa da Kering punta a rafforzare l’offerta e a ridurre la dipendenza da Gucci, diversificando la crescita attraverso focus sui brand secondari e nuovi approcci creativi, ma il titolo resta sensibile alle oscillazioni del sentimento degli investitori e alle dinamiche settoriali più ampie.
In sintesi, la ristrutturazione di Kering riflette una strategia di adattamento a un contesto di mercato più competitivo e incerto, con un impatto diretto sulle valutazioni azionarie sia a livello di singola società che di settore lusso nel suo complesso, dove movimenti di prezzo a doppia cifra sono diventati comuni nei periodi di forte reazione a risultati finanziari e guidance degli analisti.
Klevis Gjoka
