Febbre dell’oro: boom di cercatori e metal detector tra fiumi e pepite
Benedetta Zimone
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Una nuova generazione di cercatori d’oro sta cercando di fare fortuna sulla capitalizzazione del metallo giallo.
Un “effetto collaterale” del boom del metallo prezioso è una vera e propria corsa agli acquisti di metal detector per individuare pepite nel letto dei fiumi e sui terreni un tempo noti per la presenza di giacimenti auriferi.
Siamo in piena febbre dell’oro, e sempre più persone sono alla ricerca di pepite. Secondo i dati disponibili, il boom di acquisto di metal detector è iniziato nel 2025 in concomitanza con il rally dell’oro. Nel corso dello stesso anno, il mercato dei metal detector è cresciuto tra il 6% e il 7%, raggiungendo un valore globale di circa 1,8 miliardi di euro.
Mettersi alla ricerca è alla portata di tutti. Non è infatti necessario spendere cifre esorbitanti: i prezzi dei metal detector variano dai modelli intorno ai 150 €, ideali per principianti, fino ai dispositivi professionali da oltre 2.000 €, pensati per ricerche più profonde e terreni difficili.
Ma attenzione alla legge! In Italia la ricerca del bene rifugio è generalmente legale solo per uso hobbistico, purché avvenga nei fiumi e torrenti e senza danneggiare l’ambiente.
Non esiste una legge nazionale specifica che disciplini in modo unitario l’attività, quindi è fondamentale informarsi sulle norme vigenti.
La materia è parzialmente regolata dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che tutela il sottosuolo, ma lascia spazio a regolamentazioni locali.
Alcune regioni, come Piemonte, Val d’Aosta, Trentino-Alto Adige e altre province autonome, stabiliscono limiti alla quantità raccolta e possono richiedere l’iscrizione a registri dei cercatori. In Piemonte, ad esempio, è consentito raccogliere fino a 5 grammi al giorno per persona (legge regionale del 4 aprile 1995, n. 51)
Altre regioni, come Lombardia e Veneto, non hanno leggi specifiche che limitino la ricerca amatoriale, ma è comunque necessario rispettare le norme nazionali.
Inoltre, eventuali ritrovamenti di interesse archeologico o storico, generalmente più vecchi di 50 anni, appartengono allo Stato e devono essere denunciati entro 24 ore.
Ergo, la corsa all’oro sta coinvolgendo sempre più appassionati, trasformando un hobby in una vera e propria passione per la scoperta e l’avventura.
Benedetta Zimone
