Spread Btp-Bund ai minimi: l’Italia ritrova la fiducia dei mercati
UCapital Media
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Con il differenziale sceso a 66 punti base, sotto la soglia psicologica dei 70, il debito sovrano italiano torna ai livelli pre-crisi Eurozona del 2011. Gli investitori guardano ora all’Italia come a un Paese più stabile. Svolta strutturale o eccesso di fiducia?
Lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco è sceso a quota 66 punti base. La distensione sul debito sovrano italiano prosegue e, per gli investitori, l’Italia rappresenta un Paese più stabile e sicuro rispetto al passato. Il sorpasso sulla Francia rimane in ogni caso uno degli aspetti più sorprendenti.
I “risparmi stimati fino a 17 miliardi nei prossimi cinque anni, sono un segnale importante di fiducia verso l’Italia”, afferma Nicola Calandrini, Presidente della Commissione di Bilancio del Senato.
La discesa dello spread al di sotto della soglia psicologica dei 70 punti, ovvero sui livelli di fine 2009 durante il quarto Governo Berlusconi (e prima della grave crisi dell’Eurozona, che aveva portato il valore a toccare il picco di 575 punti base il 9 novembre 2011), è come se avesse chiuso quel ciclo di alti e bassi cominciato quasi 15 anni fa.
La fine del 2025 è alle porte, e il Governo capitanato dalla prima Premier donna, sembra aver riacceso quella fiducia andata perduta in passato nei confronti del nostro Paese. Degno di nota, in questo frangente, è il dato della performance year-to-date, ovvero dall'inizio ad oggi, del valore dello spread italiano: esso, infatti, ha segnato una diminuzione del 42,71%.
Sarà il tempo, tuttavia, a sancire se questi valori - che fanno comunque ben sperare - sono effettivamente il riflesso di un’Italia più ‘sicura’ e ‘affidabile’, oppure se gli investitori sono stati fin troppo ‘compiacenti’.
Andrea Pelucchi
