Seed italiano in crescita: Step Fund parte con 30 milioni di euro
UCapital Media
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Il venture capital italiano prova a colmare il suo anello mancante: quello del seed, la fase più fragile ma decisiva nella vita di una start-up, quando l’idea c’è, ma servono i primi capitali per trasformarla in impresa. È il momento in cui pochi investitori osano, ma dove spesso nascono le aziende che cambiano i mercati. È proprio qui che vuole intervenire Step Fund, il nuovo fondo EuVECA da 50 milioni di euro dedicato alle start-up italiane con ambizioni globali.
Il primo closing, appena chiuso a 30 milioni, segna un passo concreto verso un ecosistema dell’innovazione più maturo e competitivo. Gestito da Alternative Capital Partners Sgr, Step Fund investirà in aziende digitali ad alto contenuto tecnologico, con focus su intelligenza artificiale, fintech, health tech e software B2B, fino alle soluzioni per il “connected world”. È un fondo classificato articolo 8+ Sfdr, orientato a criteri di sostenibilità ambientale e sociale, ma con un approccio operativo e vicino ai founder: rapido nelle decisioni, pragmatico e pensato per accompagnare le start-up dalle prime sperimentazioni fino alla crescita. Il segnale è forte: tra gli investitori c’è CDP Venture Capital Sgr, che ha messo sul piatto 20 milioni di euro attraverso il Digital Transition Fund – PNRR, affiancata da Zest, Reale Mutua, Add Value e altri partner corporate. È la prova che il capitale istituzionale italiano comincia a guardare al seed non più come a una scommessa rischiosa, ma come a una leva strategica per la competitività e la digitalizzazione del Paese.
Step Fund nasce anche con una vocazione territoriale precisa: due sedi operative, Milano e Napoli, e una quota di capitale riservata alle regioni del Mezzogiorno, dove il potenziale innovativo resta spesso inespresso. L’obiettivo è chiaro: connettere Nord e Sud, portando capitale e competenze imprenditoriali anche fuori dagli hub tradizionali, in linea con la missione del PNRR e con la strategia di CDP di rafforzare il tessuto tecnologico nazionale. Alla guida c’è un team con un track record raro per il mercato italiano: Maria Imbesi, Roberto Montandon, Michele Novelli e Gennaro Tesone, imprenditori che hanno fondato, fatto crescere e venduto aziende tecnologiche a gruppi globali come Xerox, Klarna, Telefonica e TripAdvisor. Hanno visto nascere più di cento start-up e ora mettono quell’esperienza al servizio di chi oggi muove i primi passi.
“La sfida non è solo finanziare, ma trasferire competenze e visione”, spiega Michele Novelli. “Il venture capital può essere la chiave per trasformare l’innovazione italiana in impresa, soprattutto ora che l’intelligenza artificiale sta ridisegnando i modelli produttivi.” In un Paese in cui meno del 10% degli investimenti in innovazione va alle fasi iniziali, Step Fund rappresenta molto più di un nuovo fondo: è un test di maturità per l’intero ecosistema. Se funzionerà, potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione per le start-up italiane — meno dipendenti dal capitale straniero e più capaci di crescere a casa propria.