Continua la liaison tra Movimento 5 Stelle e regimi totalitari: nemmeno l'Iran riescono a condannare

UCapital Media
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Passa in Commissione Esteri al Senato la risoluzione bipartisan presentata da Forza Italia di condanna alle violenze del regime di Teheran contro i manifestanti, gli unici astenuti sono stati i senatori M5S, con Conte che ha dichiarato che la decisione è stata presa in seguito al rifiuto di aggiungere al testo una postilla di rifiuto ad interventi militari unilaterali nel paese.
La posizione del partito di Conte è per la verità molto coerente con sue le posizioni storiche di ambiguità o perfino diretto sostegno a regimi dittatoriali come la Russia di Vladimir Putin, il Venezuela di Maduro o la Cina di Xi Jinping. D'altronde già nel 2020 l'ex capo dei servizi segreti venezuelani aveva affermato che l'allora dittatore Hugo Chavez avesse finanziato il M5S attraverso canali non ufficiali per tre milioni e mezzo di euro e sono altrettanto note le posizioni terzomondiste ad oltranza di vecchi esponenti di punta come Alessandro Di Battista.
La chiara distanza tra la postura istituzionale ed europeista di Partito Democratico e centristi e quella grillina getta pesanti ombre sul progetto del campo largo di Ellly Schlein e si allinea al progressivo avvicinamento di Carlo Calenda alla coalizione di governo, che col mantenimento dell'attuale sistema elettorale pressoché garantirebbe una nuova vittoria del centrodestra alle prossime politiche.
L'operazione di istituzionalizzazione dei pentastellati promessa da Conte dopo l'assunzione della leadership è chiaramente stata nient'altro che un'intelligente operazione di marketing portata avanti con l'obiettivo di contestare al PD la leadership del campo progressista, e ad oggi il movimento non può che essere visualizzato come un soggetto politico di estrema sinistra populista, allineato ai sostenitori globali del socialismo reale.
Inutile dire che il fatto che una simile forza politica, animata da ideali liberticidi, raccolga più del 10% dei consensi nazionali, sia un fatto molto grave per il nostro paese.
Klevis Gjoka
