Approvata ottava rata PNRR

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UCapital Media

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L’Unione europea ha approvato l’erogazione dell’ottava rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) all’Italia, per un importo di 12,8 miliardi di euro, sulla base della verifica del raggiungimento di 32 obiettivi tra target e milestone richiesti da Bruxelles.


Secondo quanto riportato dalla Commissione Europea e ribadito da Palazzo Chigi, questi fondi dovrebbero sostenere interventi in settori che vanno dalla digitalizzazione e gestione dell’acqua alla lotta alla povertà energetica, dall’istruzione all’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di favorire una crescita “più solida e moderna” del Paese.


Tuttavia, ristretti progressi e ritardi nell’attuazione di molte delle misure previste restano una realtà: nonostante l’Italia sia presentata dal Governo come “capofila in Europa” nell’attuazione del Piano, con oltre 153 miliardi ricevuti, pari al 79% della dotazione totale rispetto alla media Ue del 60%, molti progetti di investimento stentano a concretizzarsi o sono in ritardo nella spesa effettiva.


La richiesta dell’Italia per la nona rata, anch’essa di 12,8 miliardi, è stata inviata nella stessa giornata, ma il superamento degli obblighi burocratici non garantisce che questi fondi producano benefici tangibili nei tempi previsti.


Critici osservano che, pur rappresentando somme ingenti, parte delle risorse destinate a settori chiave come sanità, infrastrutture e innovazione non sono state ancora completamente spese o non hanno generato impatti diretti e misurabili sul tessuto economico e sociale italiano. Altri sottolineano come l’enfasi sulla quantità di fondi erogati rischi di oscurare la qualità degli interventi realizzati.


In attesa della verifica da parte di Bruxelles per la decima e ultima tranche, restano aperti dubbi su quanto effettivamente il PNRR sia riuscito finora a trasformare l’erogazione delle risorse in miglioramenti concreti per cittadini e imprese, e se possa davvero fungere da leva efficace per una modernizzazione sostenibile dell’Italia nei prossimi anni.


Klevis Gjoka