Continua l’inchiesta sui fondi dall’Italia ad Hamas

UCapital Media
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In una vasta operazione in diverse città italiane, le forze dell’ordine hanno sequestrato circa 1,08 milioni di euro in contanti e dispositivi elettronici nell’ambito di un’inchiesta su presunti finanziamenti a Hamas, l’organizzazione islamista riconosciuta come terroristica dall’Unione Europea e da numerosi Paesi alleati di Israele.
Le perquisizioni, 17 in tutto, sono state condotte dalla Digos e dalla Guardia di Finanza in diverse sedi, tra cui quelle dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese a Genova, Milano e Roma, nonché presso abitazioni private a Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza-Brianza, Lodi e Sassuolo.
Secondo gli inquirenti, il denaro in contanti è stato trovato sia nelle sedi associative sia nelle case degli indagati, con somme nascoste in modi insoliti, come in vani ricavati in garage.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche computer e altri dispositivi elettronici, alcuni nascosti dietro pareti, che saranno sottoposti ad analisi approfondite nei prossimi giorni.
In una delle abitazioni degli indagati è stata inoltre trovata una bandiera di Hamas, e in alcuni luoghi perquisiti sono emersi materiali riconducibili al movimento islamista, incluse pubblicazioni e file digitali con inni associati al gruppo.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Genova, fa parte di uno sforzo più ampio delle autorità italiane per contrastare i flussi di denaro che possano alimentare attività terroristiche, in linea con gli impegni internazionali di lotta al terrorismo e di sostegno alla sicurezza in Medio Oriente, incluso il supporto allo Stato di Israele contro minacce riconosciute. La legge italiana e le norme europee contro il finanziamento del terrorismo mirano a impedire che fondi raccolti sotto la parvenza di solidarietà finiscano per rafforzare organizzazioni coinvolte in atti violenti.
La Procura ha confermato che le indagini proseguono e che il materiale sequestrato sarà esaminato per chiarire il ruolo di tutte le persone coinvolte.
Klevis Gjoka
