Meloni e Thatcher: un parallelismo che non c'è ma si vede

UCapital Media
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Da quando Giorgia Meloni è diventata Presidente dei Conservatori e Riformisti Europei, partito europeo creato dai conservatori inglesi durante il governo di David Cameron con il coinvolgimento diretto di Margaret Thatcher, i paragoni tra la premier italiana e la lady di ferro si sono sprecati. La postura intransigente della Meloni e il suo piglio da guerriera contro il progressismo moderno, in particolare, l'hanno resa una perfetta erede del thatcherismo negli occhi di alcuni.
Il paragone è stato recentemente, proprio nel centenario della nascita della lady, rafforzato dalla vittoria della prima edizione del Premio Thatcher, a cura del think tank New Direction, legato a CRE, da parte proprio di Giorgia Meloni. Ciò nonostante ci sono varie ragioni per le quali le posizioni politiche di Meloni sia negli anni che al governo la rendono molto più distante da Margaret Thatcher di quanto si possa pensare.
La teoria economica e filosofica che animava l'azione politica di Thatcher partiva dall'assunto che lo Stato non sia un padre benevolo che educa ed aiuta il popolo che governa, ma bensì un male necessario da limitare il più possibile in modo da garantire la libertà di fare e scegliere ad ogni cittadino come condizione necessaria per il benessere e lo sviluppo. Il conservatorismo per i thatcheriani non è un culto del passato per ragioni identitarie ma una fede assoluta nella capacità della società di autodeterminarsi e andare avanti senza bisogno di spinte o rallentamenti dall'alto. Per Thatcher ciò che andava conservato era proprio il diritto naturale e le strutture sociali da esso derivanti.
Chiaramente questa non è la visione di Giorgia Meloni, che invece ha sempre sostenuto il concetto di interesse nazionale come bussola dell'azione governativa, spesso interventista e regolatoria sia nell'economia che nella cultura. La recente procedura d'infrazione UE per abuso del golden power da parte del governo ne è una dimostrazione più che chiara. D'altronde Fratelli d'Italia ha le sue radici nella "destra sociale" dell'MSI, che ha sempre sostenuto la sudditanza dell'individuo alla collettività identitaria della nazione.
Chiaramente ogni partito con percentuali consistenti ha dentro di se più anime e ogni politico deve a volte far sottostare le posizioni personali al pragmatismo, ma Margaret Thatcher rappresenta una politica che ha sempre anteposto una visione coerente con un pensiero ideologico alle fluttuazioni del consenso. Una politica che, proprio in virtù di questo, vede nella Meloni ben poca continuità.
Klevis Gjoka
