Una settimana ad alta tensione da dati economici e geopolitica

UCapital Media
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Dati macroeconomici e narrativa della Fed
L'impatto della prossima settimana sarà determinato principalmente dal modo in cui i dati statunitensi e globali in arrivo interagiranno con un mercato già concentrato sul ritmo dell'allentamento della Fed nel 2026 e sul rischio di una nuova accelerazione dell'inflazione.
Angoli chiave da osservare:
• Eventuali importanti comunicati stampa sull'inflazione, sul lavoro o sull'attività negli Stati Uniti che modifichino le aspettative per i restanti ~50 punti base dei tagli della Fed che i futures stanno scontando per il 2026.
• I portavoce della Fed hanno delineato il rischio che un allentamento “più di quanto la situazione economica giustifichi” potrebbe riaccendere l’inflazione, che i mercati considerano un rischio estremo non trascurabile.
Geopolitica e focus sull'energia
I mercati sono in allerta per gli ulteriori sviluppi riguardanti il Venezuela e le tensioni più ampie nell'emisfero occidentale, che potrebbero influire sulla propensione al rischio e sul complesso energetico.• La cattura e l'estradizione del presidente venezuelano Nicolás Maduro negli Stati Uniti, avvenuta il 3 gennaio, hanno creato incertezza politica sul futuro della produzione petrolifera venezuelana e sulla politica delle sanzioni.
• Gli investitori stanno valutando se l'instabilità regionale, tra cui l'intervento degli Stati Uniti in Venezuela e i segnali di possibili azioni militari in altre parti dell'America Latina, si ripercuoteranno sui prezzi dell'energia e sulle attività dei mercati emergenti.
Flussi di ribilanciamento dell'indice delle materie prime
Sebbene i flussi di ribilanciamento più consistenti degli indici delle materie prime si siano concentrati dall'8 al 15 gennaio, il posizionamento residuo e le dislocazioni possono ancora avere importanza per i futures statunitensi, le azioni legate alle materie prime e la volatilità.
• Gli indici delle materie prime Bloomberg Commodity Index e S&P/Dow Jones hanno eseguito le variazioni di peso del 2026 nella finestra temporale dall'8 al 15 gennaio, concentrando uno dei periodi di flusso passivo più affollati degli ultimi anni.
• I modelli storici mostrano che la maggior parte dei movimenti della curva e dello spread legati al ribilanciamento tendono a svanire entro la fine di gennaio, quindi la prossima settimana rientra nella tipica finestra di inversione della media per energia, cereali e titoli soft interessati da queste riallocazioni.
Temi strutturali 2026 sullo sfondo
Anche se la prossima settimana non si verificherà alcun "evento", diversi temi del 2026 stanno influenzando il posizionamento e potrebbero amplificare le reazioni ai dati o ai titoli:
• Il mercato osserva con attenzione l'imminente nomina del nuovo presidente della Fed, con il presidente Trump che fa pressioni per tassi più bassi e solleva interrogativi sull'indipendenza della banca centrale e sulla credibilità dell'inflazione a lungo termine.
• Il rischio geopolitico è elevato in senso più ampio (conflitti interstatali, scontri geoeconomici, condizioni meteorologiche estreme), e il Global Risks Report 2026 del World Economic Forum lo segnala come una priorità per gli investitori.
Come fare trading/prepararsi
Per gli Stati Uniti la prossima settimana, i principali aspetti su cui agire sono:
• Preparatevi a mosse sproporzionate in base a qualsiasi sorpresa nei dati sull’inflazione, sulla crescita o sul lavoro negli Stati Uniti, dato che il mercato ha già scontato ulteriori tagli della Fed ed è sensibile alle narrazioni sulla riaccelerazione dell’inflazione.
• Monitorare i premi di rischio energetici e dei mercati emergenti per un ulteriore adeguamento agli sviluppi politici legati al Venezuela e a eventuali nuovi segnali di politica estera degli Stati Uniti nella regione.
• Cercare opportunità di dissolvenza/inversione nelle curve delle materie prime e nei relativi titoli azionari statunitensi, dove i flussi di ribilanciamento dell’indice di inizio gennaio hanno creato distorsioni a breve termine che in genere si normalizzano entro la fine di gennaio
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