X-AI e Tesla: top manager in fuga dalle aziende di Elon Musk

UCapital Media
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Dalla start-up di intelligenza artificiale xAI fino a Tesla, nelle aziende di Elon Musk si moltiplicano le dimissioni ai vertici. A raccontarlo è il Financial Times, che parla senza mezzi termini di un vero e proprio “esodo” di manager senior. Alla base della fuga ci sarebbero le richieste lavorative considerate estenuanti e l’atteggiamento politico sempre più divisivo del miliardario.
Tra i casi più emblematici c’è quello di Robert Keele, ex capo del dipartimento legale di xAI. Ad agosto ha annunciato le dimissioni con un video ironico su X: un avvocato urlante che spala carbone fuso, generato dall’IA Grok, accompagnato dalla battuta «com’è dirigere il dipartimento legale di xAI?». Ufficialmente Keele ha spiegato di voler trascorrere più tempo con i suoi figli piccoli, ma il contesto lavorativo ha certamente pesato sulla scelta.
Nel giro di pochi giorni hanno lasciato anche il direttore finanziario e il consigliere generale. Fra loro Mike Liberatore, che su LinkedIn ha raccontato turni massacranti da oltre 120 ore a settimana per mesi: «Sette giorni su sette in ufficio», ha scritto, annunciando poi il suo passaggio a OpenAI, la rivale di Sam Altman.
Secondo diversi ex dipendenti, Musk esercita una pressione continua sui suoi team, spinto dall’obiettivo di superare la concorrenza di OpenAI. «Vuole mettere fuori mercato Altman a tutti i costi», ha dichiarato una fonte. Un clima di competizione estrema che, unito al carico di lavoro, avrebbe convinto molti a fare un passo indietro. A pesare è anche l’attivismo politico di Musk. Le sue posizioni a sostegno di Donald Trump e di partiti di estrema destra in Europa hanno creato forti malumori. Giorgio Balestrieri, per otto anni in Tesla Spagna, ha spiegato così le ragioni dell’addio: «Credo che Elon abbia arrecato danni enormi alla missione di Tesla e alle istituzioni democratiche. Non si tratta solo di politica: parliamo di manipolare il dibattito pubblico, prendere di mira le minoranze e sostenere i negazionisti climatici».
Da parte sua, Musk non ha commentato direttamente le dimissioni. A intervenire è stata la presidente di Tesla, Robyn Denholm, che ha minimizzato l’accaduto parlando di un normale ricambio: «I media parlano sempre delle persone che lasciano, mai di quelle che arrivano. La nostra azienda resta un polo di attrazione per i talenti e forma professionisti di altissimo livello».
Nonostante le rassicurazioni, il messaggio che arriva è chiaro: l’aura visionaria di Musk, un tempo sufficiente ad attrarre e trattenere i migliori profili, non sembra più bastare. Tra carichi di lavoro insostenibili e controversie politiche, il fondatore di Tesla e xAI si trova a fare i conti con il punto debole del suo impero: riuscire a trattenere le persone che hanno contribuito a costruirne il successo.
