Economia Italia : Piazzetta Cuccia "soffoca" sul nascere l'offerta MPS

Press Hub UCapital

Share:

La reazione del Cda di Mediobanca è stata fulminea attaccando direttamente e senza mezze misure le “menti” che hanno permesso l’assalto di MPS a Mediobanca. Questi attori, riconosciuti nelle figure degli azionisti Delfin (20,4%) e Caltagirone (7,4%), sono insieme detentori di oltre il 27% del c.s. Come terzo azionista con il 4,23% figura Blackrock che al momento però non ha esternato alcun commentato . Mediobanca è guidata da un gruppo di società legate da un accordo di consultazione che vale l’11,4% dell’azionariato, un vero e proprio “patto di sindacato” che di fatto l’ha puntellata spesso e volentieri nel tempo ma che oggi non dà più segnali di empatia e compattezza. Non a caso Gavio (0,51%) ha ufficialmente dichiarato di voler aprire all’offerta di MPS e nel frattempo, ha già venduto lo 0,11% del proprio pacchetto azionario a Minozzi, mentre l’altro partecipante al cartello, Tortora, ha dichiarato la propria volontà a valutarla. Fatto indubbio è che la presenza degli stessi azionisti in Mediobanca, MPS e Generali, coautori dell’offerta “solo in azioni” rappresenta, agli occhi del mercato, una potenziale incoerenza degli interessi comuni nella totalità della compagine azionaria. In Borsa alla data dell’offerta, 29 gennaio, Mediobanca ha perso il 4,4%, MPS il 2,4%. Secondo il giudizio di chi scrive a questo punto occorrerà assolutamente un rilancio in “cash” affinché l’Ops possa diventare appetibile al parco azionisti. Inoltre l’operazione necessiterà anche di un importante aumento di capitale e questo basandosi anche sul fatto che il Tesoro è azionista di MPS con l’11%. Il fine unico e ultimo è che si riesca a catturare (ingolosire) il maggior numero possibile di soci Mediobanca rendendoli così disponibili a cedere le azioni.

Prof. Dott. Fabio Accinelli