Netflix si ritira dalla corsa a Warner Bros., via libera a Paramount per l’accordo da 111 miliardi
Andrea Pelucchi
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Colpo di scena nella lunga battaglia per il controllo di Warner Bros. Discovery: Netflix si sfila dalla partita e lascia campo libero a Paramount Skydance, pronta a chiudere un’operazione da 111 miliardi di dollari che ridisegna gli equilibri di Hollywood.
Il gruppo guidato da Ted Sarandos ha annunciato di non voler eguagliare l’ultima offerta da 31 dollari per azione presentata dal rivale. «Siamo sempre stati disciplinati – ha spiegato la società – ma al prezzo richiesto l’operazione non è più finanziariamente interessante». Netflix aveva messo sul tavolo un accordo da 82,7 miliardi, debito incluso, limitato agli studi e alle attività streaming di Warner Bros., ma le continue controproposte di Paramount per l’intera società avevano riaperto il confronto.
La reazione dei mercati è stata immediata: il titolo Netflix è balzato fino al 13% nell’after-hours, segnale che gli investitori hanno apprezzato la scelta di non forzare la mano. In calo invece Warner Bros., sfumata l’ipotesi di un’asta al rialzo, mentre Paramount è rimasta stabile.
Per Warner Bros. l’intesa con Paramount promette “tremendo valore per gli azionisti”, ha dichiarato l’amministratore delegato David Zaslav, sottolineando le sinergie tra library cinematografiche, reti via cavo come CNN e TNT e piattaforme streaming. L’operazione, sostenuta da un robusto pacchetto di finanziamenti bancari e da garanzie personali legate alla famiglia Ellison, punta a creare un nuovo gigante integrato dei media.
Ma il dossier è tutt’altro che chiuso. A Washington crescono le perplessità antitrust: il Senato tornerà a esaminare la fusione nelle prossime settimane, tra le critiche di esponenti democratici che temono meno concorrenza e prezzi più alti per i consumatori.
Intanto Netflix, forte di oltre 325 milioni di abbonati globali, sceglie di concentrarsi sul core business e conferma investimenti per circa 20 miliardi di dollari in contenuti nel 2026. La guerra dello streaming continua, ma senza un nuovo matrimonio miliardario.
Andrea Pelucchi
