Bitcoin in caduta libera e scivola sotto i 63.000 dollari
Andrea Pelucchi
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Nuova ondata di vendite sul Bitcoin, che è sceso di oltre il 5%, bucando la soglia dei 63.000 dollari e toccando un minimo intraday a 62.964 dollari. Un rimbalzo tecnico ha poi riportato i prezzi in area 63.290 dollari, ma il segnale resta chiaro: il mercato sta riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi. Non si tratta, secondo diversi analisti, di uno shock interno al comparto cripto, bensì di un più ampio riposizionamento difensivo. Stiamo parlando di un “de-risking tattico”, piuttosto che di un abbandono strutturale dell’asset class.
A pesare sono soprattutto le crescenti tensioni geopolitiche. Il Tycoon ha dichiarato che entro dieci giorni potrebbe decidere se lanciare un attacco contro l’Iran, nel contesto del braccio di ferro sul nucleare. Nel frattempo, Washington ha rafforzato la propria presenza militare in Medio Oriente, alimentando l’avversione al rischio sui mercati globali.
Il calo si inserisce in una fase già delicata per Bitcoin: dopo aver superato i 125.000 dollari lo scorso ottobre, la criptovaluta ha avviato una correzione profonda. Da inizio anno segna un ribasso del 27% e ha dimezzato il proprio valore rispetto ai massimi autunnali. L’andamento del Bitcoin è strettamente correlato alla liquidità globale e alle politiche commerciali: restrizioni ed incertezze sono una minaccia per le “monete digitali”.
In uno scenario dominato da incertezza macro e tensioni politiche, la regina delle criptovalute conferma così la propria natura: asset ad alto potenziale, ma strettamente legato agli umori – e ai timori – della finanza globale.
Andrea Pelucchi
